(Angelo Paratico) Certo del futuro dell’automobile, da lui inventata, l’ingegnere Enrico Zeno Bernardi (1841 – 1919) nel 1896 diede inizio alla sua attività imprenditoriale con un’officina per produrle.

Nato a Verona ma residente a Quinzano

Era nativo e risiedeva a Quinzano (VR), ma era nato a Verona il 20 maggio 1841 da Lauro, medico-fisico, e da Bianca Carlotti. Qui ha compiuto gli studi ginnasiali, mentre la Laura ha conseguito la laurea in matematica a Padova, nel 1863. Nel biennio 1875-76 si sposta a Vicenza per dirigere la fonderia e torneria Mori. Nel 1879 si aggiudica la cattedra di macchine idrauliche, termiche ed agricole presso l’università di Padova.

enrico bernardi auto

A Padova la prima fabbrica di automobili

L’azienda automobilistica fu impiantata a Padova in società con due giovani ingegneri padovani, Giacomo Miari e Francesco Giusti Del Giardino, allo scopo di industrializzare il prototipo di Bernardi. La Miari & Giusti fu la prima azienda automobilistica del mondo e aveva sede in via San Massimo, a Padova. Produssero il modello a triciclo e poi uno spider a quattro ruote di 2,5 cavalli di potenza che poteva raggiungere i 35 chilometri orari. Dopo aver prodotto cento autovetture, la mancanza di adeguati capitali li costrinse a chiudere i battenti dopo due anni d’attività, pur essendo le loro vetture tecnicamente superiori alle Fiat prodotte a partire dal 1899.La fabbrica si trovava a pochi metri dalla sede nazionale del RIVS, dove sorgeva l’opificio di via San Massimo a Padova, già sede del Lanificio Marcon, distrutto da un incendio nel 1892.

L’automobile vende bene a Padova. Già nel 1903 in città si contavano 49 possessori di autovetture, tra cui ovviamente lo stesso Bernardi, il marchese Pietro Buzzaccarini, il conte Paolo Camerini, il conte Luigi Donà Dalle Rose; ma c’è anche una donna, la contessa Emma Treves Corinaldi. A Padova la targa numero 1 fu assegnata alla Società in accomandita Cassis & C., la seconda a Enrico Bernardi, la terza al conte Giacomo Miari de’ Cumani; ai primi titolari, in genere espressione della nobiltà, si affiancano professionisti, avvocati, industriali, clinici come il professor Felice Lussana, soprannominato “Girardengo” per via dei suoi grandi baffi a manubrio.

La vettura a tre ruote posseduta da Bernardi è attualmente esposta al “Museo di Macchine Enrico Bernardi” dell’Università di Padova insieme ad altri motori e modelli d’epoca, ancora funzionanti dopo 130 anni.

Una fama negata

Un corpo celeste porta il nome di Enrico Bernardi, ma se fosse nato negli Stati Uniti, siamo certi che Hollywood gli avrebbe già dedicato un film e, nonostante esistano piccoli studi settoriali dedicati alla sua opera, manca una vera biografia.  A Padova dovrebbero commemorare la prima fabbrica delle amate e odiate automobili con una lapide o un monumento.