(di Francesca Romana Riello) La proroga decisa dal Governo sulle carte d’identità cartacee apre un nuovo fronte con i Comuni. Verona, insieme ad altre otto città e alla sindaca di Fiesole, contesta tempi e modalità della scelta, sostenendo che rischia di disorientare i cittadini proprio mentre gli uffici stavano completando il passaggio alla Carta d’identità elettronica.
La decisione
Il Consiglio dei ministri ha stabilito che le carte d’identità cartacee non ancora scadute resteranno valide fino alla loro naturale scadenza, anche oltre il termine del 3 agosto 2026. Una novità che arriva quando le amministrazioni avevano ormai riorganizzato il servizio, rafforzando gli sportelli, ampliando gli orari e programmando il lavoro in vista della scadenza fissata dallo stesso Governo.

Carte d’identità, i Comuni: «Proroga che crea confusione»
È soprattutto questo il punto che gli assessori contestano.
«Contestiamo modi e tempi di questa decisione, ma soprattutto la confusione che rischia di generare. Da mesi i Comuni hanno potenziato gli sportelli, ampliato gli orari di apertura, organizzato campagne informative e investito risorse umane ed economiche per accompagnare i cittadini verso una scadenza che lo stesso Governo aveva più volte confermato».
Secondo i firmatari, il problema non è tanto la proroga in sé, quanto il fatto che non chiarisce tutti gli aspetti della vicenda. Per l’espatrio, ricordano, la carta d’identità cartacea continua infatti a non poter essere utilizzata secondo le scadenze già previste; per altri utilizzi viene invece introdotto un rinvio. Restano poi dubbi sui rapporti con alcuni soggetti privati. Una situazione che, osservano, rischia di creare più domande che risposte.
«Oggi arriva una proroga parziale che non risolve il problema e rischia anzi di aggravarlo. Il risultato è una situazione difficilmente comprensibile per i cittadini e potenzialmente complicata anche per gli uffici comunali».
I Comuni ricordano di aver segnalato da tempo le difficoltà legate alla transizione verso la Carta d’identità elettronica, chiedendo anche risorse aggiuntive per affrontare un passaggio che riguarda milioni di persone.
«Le criticità erano state evidenziate da tempo ,aggiungono, ma alle richieste delle amministrazioni non sono seguite risposte adeguate. È arrivato invece un intervento dell’ultimo minuto che, a nostro giudizio, rischia di aumentare le difficoltà anziché semplificarle».
Un altro elemento contestato riguarda il metodo. Gli assessori lamentano di non essere stati coinvolti prima dell’annuncio e ritengono che una modifica di questo tipo avrebbe richiesto un confronto con gli enti che ogni giorno gestiscono il servizio sul territorio.

L’appello
Nonostante la proroga, il messaggio ai cittadini non cambia: continuare a richiedere la Carta d’identità elettronica.
«Invitiamo i cittadini e le cittadine a continuare a rivolgersi ai nostri uffici per richiedere la Cie senza lasciarsi confondere. Noi continueremo a fare la nostra parte, garantendo servizi e informazioni corrette come abbiamo sempre fatto».
Al Governo gli assessori chiedono invece «coerenza, chiarezza e rispetto» per il lavoro svolto dalle amministrazioni locali e dagli operatori comunali, giudicando insufficiente una comunicazione arrivata senza un confronto preventivo con i Comuni.
La nota è stata sottoscritta, per Verona, dall’assessore ai Servizi demografici Federico Benini, insieme ai colleghi di Vicenza, Firenze, Padova, Bergamo, Milano, Torino e Sesto Fiorentino e alla sindaca di Fiesole Cristina Scaletti. Un documento comune che, al di là della polemica istituzionale, ribadisce un’indicazione pratica: chi deve rinnovare il documento continui a richiedere la Carta d’identità elettronica, senza modificare i propri programmi in seguito alla proroga.

