Il provocatorio invito di un insegnante che denuncia come le scuole del Veneto siano infrequentabili con il caldo

Un docente, cittadino veneto, il prof. Mario Borrata, ci inviato una riflessione e una formale provocazione sull’attuale gestione dell’emergenza caldo nelle scuole del nostro territorio.

“Mentre si annunciano milioni di euro dal PNRR per l’edilizia – scrive l’insegnante- , il 90% delle nostre scuole (molte delle quali risalenti all’Ottocento) si trasforma in veri e propri forni, mettendo a rischio la salute di studenti e docenti”.
Ed allega una lettera aperta al Presidente della Regione Stefani e al Consiglio Regionale invitandoli a svolgere la prossima seduta all’interno di un’aula scolastica e a Verona.

La lettera a Stefani e al Consiglio Regionale

L’oggetto della lettera aperta è” Proposta formale alla Giunta: Il prossimo Consiglio Regionale si tenga in una classe dell’Ottocento a Verona. A porte chiuse e senza condizionatore.

Lancio una proposta ufficiale e una sfida diretta al Presidente Stefani, Zaia,alla Giunta e a tutti i consiglieri regionali del Veneto: la prossima seduta di Consiglio non fatela nei comodi palazzi climatizzati di Venezia. Venite a svolgerla dentro una delle tante aule scolastiche dell’Ottocento del veronese. A mezzogiorno. A porte chiuse. Forse solo così, sudando come stanno facendo in questi giorni i nostri ragazzi e i nostri docenti impegnati nella maturità con l’aiuto di qualche misero ventilatore, capirebbero davvero cosa significa fare lezione in trincea.

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Mentre in piena emergenza caldo la Regione continua a riempirsi la bocca di cifreastronomiche e “piogge di milioni” legati al PNRR, la realtà dei fatti è un’altra. Leggendo i dati, si scopre che in Veneto ci sono addirittura 57 scuole costruite prima del 1800, e un altro migliaio realizzate tra il 1950 e il 1970. Stiamo parlando di edifici che hanno almeno mezzo secolo, spesso senza alcuna certificazione e con prestazioni termiche imbarazzanti. Edifici storici lasciati al loro destino, concepiti in epoche in cui il problema del surriscaldamento climatico neanche esisteva. Oggi, entrarci a giugno, significa entrare in un forno.

Ci sbandierano 76 milioni annunciati in pompa magna con il PNRR, altri 157 milioni appena stanziati, e bandi urgenti riaperti ad aprile per tappare i buchi. Ma vi faccio una domanda semplice: dove finiscono questi soldi quando si tratta della vivibilità quotidiana? Se in Veneto continuiamo ad avere solo il 9,7% degli istituti con l’aria condizionata, significa che queste risorse vengono sistematicamente disperse in interventi che ignorano la priorità numero uno: la salubrità dell’ambiente in cui alunni e docenti passano la maggior parte della loro giornata.

A cosa serve approvare graduatorie su graduatorie se poi non siamo in grado di garantire le condizioni base per fare lezione? Nel resto d’Europa, con gli stessi fondi europei, affrontano l’emergenza termica rifacendo i cappotti, installando facciate ventilate, pompe di calore e sistemi di ombreggiamento intelligenti in edifici vecchi. Noi, invece, ci riduciamo a mandare in giro condizionatori portatili all’ultimo minuto.

Da docente e da cittadino veneto dico basta a questa gestione miope. Abbiamo edifici storici che potrebbero essere riqualificati energeticamente in modo brillante, ma manca totalmente la volontà politica di farlo. Non abbiamo bisogno di annunci sui milioni spesi, abbiamo bisogno di scuole vere.

Resto in attesa di capire se il Consiglio Regionale avrà il coraggio di accogliere il mio invito e di sedersi, almeno per un giorno, ai nostri banchi.

Mario Borrata, Docente e cittadino veneto”