Ribadito il ruolo geopolitico centrale dell’Italia nel Mediterraneo

(Michael Benini) La stabilità globale non si decide più su un unico fronte. Mentre l’attenzione internazionale è spesso magnetizzata dal confine orientale dell’Europa, il Vertice parlamentare dell’Assemblea NATO di Istanbul ha riacceso i riflettori sul quadrante meridionale, ridisegnando la mappa delle priorità strategiche dell’Alleanza.

Al centro l’Italia, rappresentata dal Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la cui partecipazione ha ribadito una verità geografica e politica incontrovertibile, secondo cui la sicurezza euro-atlantica è indivisibile dal destino del Mediterraneo.

Momento chiave l’intervento del Presidente turco Erdoğan da cui è emerso il ruolo della Turchia come Paese ponte, mediatore con partner strategici come il Qatar e il Pakistan, capace di mantenere aperti canali di comunicazione con attori regionali complessi, altrimenti inaccessibili alle cancellerie euro-atlantiche. 

L’intervento di Lorenzo Fontana

Fontana ha tracciato le linee guida di quella che è la posizione geopolitica italiana.

La stabilità del Mediterraneo è stabilità euro-atlantica, la sicurezza dell’Africa e del Medio Oriente, sono per il presidente della Camera, anche la sicurezza dell’Europa, allargando il concetto di sicurezza oltre i confini militari tradizionali, includendo la libertà di navigazione, l’efficienza delle infrastrutture critiche e la protezione delle catene di approvvigionamento come interessi vitali. 

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L’Italia penetra nel cuore del bacino marittimo come un pontile teso verso l’Africa e il Medio Oriente. Il che le conferisce un ruolo cruciale ma anche una vulnerabilità. Il Mediterraneo ospita il 20% del traffico marittimo mondiale, di conseguenza garantire la sicurezza dei suoi punti di passaggio obbligati, come i canali commerciali di Suez, Bab el-Mandeb o Gibilterra, è una priorità di sopravvivenza economica per l’intera Europa. A ciò si aggiunge la nuova nevralgicitá dell’Italia come snodo energetico continentale per i flussi di gas dal Nord Africa e dal Caspio, oltre alla necessità di sorvegliare i fondali marini, dove corrono i cavi in fibra ottica vitali per le telecomunicazioni globali

Il vertice di Istanbul si conclude con un monito che l’Italia ha voluto lanciare con forza, sottolineando che occorre rafforzare la coesione politica, sviluppare capacità militari credibili e promuovere una cultura della sicurezza condivisa.