L’Italia continua a collocarsi tra i Paesi europei con la più bassa disponibilità di posti letto ospedalieri. A evidenziarlo sono gli ultimi dati Eurostat relativi al 2024, secondo cui il nostro Paese dispone di 311,73 posti letto ogni 100 mila abitanti, contro una media dell’Unione europea di 507,35, con una dotazione inferiore di circa il 40%.

In 10 anni perso il 3,3% di posti letto negli ospedali italiani

Negli ultimi 10 anni i posti letto ospedalieri in Italia sono diminuiti del 3,3%, passando da 322,21 ogni 100 mila abitanti nel 2015 agli attuali 311,73. Un lieve recupero rispetto al minimo registrato nel 2023 non è stato sufficiente a colmare il divario con gli altri Paesi europei. La Germania, ad esempio, conta 758,59 posti letto ogni 100 mila abitanti, mentre Francia e Belgio superano entrambe quota 530.

OSPEDALI

Sul tema è intervenuto il segretario nazionale della UGL Salute, Gianluca Giuliano, che parla di una situazione critica: «Siamo di fronte a un’autentica criticità che mette a rischio il diritto alla salute dei cittadini. La carenza di posti letto si traduce ogni giorno nella sofferenza nei pronto soccorso, in tempi d’attesa interminabili per un ricovero ordinario e in carichi di lavoro ormai insostenibili per tutto il personale sanitario». Giuliano ha inoltre sottolineato come il confronto con gli altri Paesi europei «dimostri tutti i limiti del DM 70».

Anche sul fronte dell’assistenza residenziale l’Italia resta in ritardo, nonostante la crescita dei posti letto nelle Rsa e nelle strutture socio-sanitarie, saliti a 531,1 ogni 100 mila abitanti nel 2024. Per il sindacato, il rafforzamento della rete territoriale non è ancora sufficiente a rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e caratterizzata da un aumento delle patologie croniche.

Per affrontare la situazione, la UGL Salute chiede al Governo un piano straordinario per incrementare i posti letto ospedalieri, maggiori investimenti nella rete delle Rsa e delle strutture sociosanitarie e una valorizzazione del personale sanitario, ritenuta indispensabile per garantire la tenuta del Servizio sanitario nazionale.