La fa Paolo Rossi: distinguere i livelli di competenza
Paolo Rossi, consigliere comunale di ‘Verona Domani’ è’ uno degli esponenti di punta dell’opposizione all’amministrazione Tommasi, ma si rifiuta di fare d’ogni erba un fascio e sparare nel mucchio delle responsabilità del degrado urbano e sociale che ha investito la città negli ultimi 4 anni.
«La recente rapina alla gioielleria nel centro storico di Verona – osserva- impone una riflessione seria. È improprio fare riferimento ad un singolo, grave episodio di cronaca nera per attaccare l’operato del sindaco sul tema della sicurezza. È necessario avere la lucidità istituzionale di distinguere tra i reati penali, la cui prevenzione e repressione dipendono da organi giuridici e dalle forze dell’ordine statali, e le competenze dirette del Comune» cui spetta « la gestione del decoro e della vivibilità quotidiana. È innegabile come fenomeni di degrado quali l’accattonaggio molesto, i gruppi di questuanti, le bande di “maranza” che spadroneggiano nelle vie centrali e gli ubriachi serali abbiano trovato in città un terreno fin troppo confortevole».

La sicurezza in città la deve garantire anche il sindaco
Secondo Rossi c’è un «evidente lassismo in termini di ordinanze restrittive, frutto della scarsa attenzione al tema da parte di questa amministrazione di centrosinistra. Il problema, quindi, non si limita alla figura del sindaco. La vera responsabilità risiede nella squadra politica che lo sostiene e che governa la città.»
Ma attenzione, dice Paolo Rossi: anche se la sinistra dovesse cambiare cavallo e proporre come sindaco un’altro candidato ricordatevi che «la struttura che amministra Verona rimarrebbe la stessa, continuando a condizionare il futuro della città con scelte scriteriate. Sul tema della sicurezza, la linea non cambierebbe. Che si candidi un ex calciatore o un ex poliziotto, si tratta di pedine utilizzate per vincere le elezioni, mentre la cabina di regia politica resterebbe identica, lasciando Verona con le medesime criticità».
