La rete riforniva anche la sponda veronese

(f.t.) Il traffico di cocaina che per anni ha rifornito locali e ambienti della movida del lago di Garda interessava non solo la sponda bresciana, ma anche quella veronese, dove lo stupefacente veniva distribuito in numerosi esercizi pubblici e luoghi di ritrovo. È uno degli aspetti emersi dall’operazione antidroga “Icaro”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, che si è conclusa con 15 condanne e un totale di 100 anni di reclusione inflitti agli imputati con rito abbreviato.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la cocaina partiva dal Sud America, raggiungeva via nave i grandi porti del Nord Europa e veniva successivamente trasportata in Italia con autoarticolati. Una volta arrivata nel Bresciano, la droga veniva smistata anche lungo il lago di Garda, rifornendo locali e punti di spaccio sia sulla sponda lombarda sia su quella veronese, sfruttando l’intenso afflusso turistico e la vivace vita notturna dell’area.

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L’inchiesta ha ricostruito l’esistenza di un’organizzazione criminale con ramificazioni internazionali, composta da cittadini italiani e albanesi, capace di gestire l’importazione, il trasporto e la distribuzione di ingenti quantitativi di cocaina. Gli investigatori hanno documentato una rete ben organizzata, con ruoli precisi per il trasporto, lo stoccaggio della droga e i contatti con i vertici dell’organizzazione.

Tra le condanne più pesanti figurano quelle dei fratelli albanesi Gerardo e Shkelquim Pashja, originari di Elbasan e ritenuti ai vertici della cellula bresciana dell’organizzazione: dovranno scontare rispettivamente 14 e 15 anni di carcere. Secondo l’accusa coordinavano l’attività di importazione della droga e mantenevano i rapporti con i livelli superiori del sodalizio criminale.
Condannati anche alcuni componenti della rete operativa bresciana: Simone Paolisso a 7 anni, Roberto Gottardi a 5 anni e 6 mesi e Marco Morandi a 8 anni e 10 mesi, ritenuti responsabili, a vario titolo, del trasporto, dello stoccaggio della cocaina e dei collegamenti logistici dell’organizzazione.

Tra gli imputati figurava inoltre Genti Berisha, coinvolto anche nel tragico incidente stradale avvenuto il 23 giugno a Peschiera Borromeo, nel quale perse la vita l’agente della Polizia Locale di Milano Francesco Imprezzabile. Nell’ambito del processo sull’operazione antidroga è stato condannato a 8 anni di reclusione; la vicenda relativa all’incidente segue invece un distinto procedimento giudiziario.
L’operazione “Icaro” rappresenta uno dei più importanti colpi inferti negli ultimi anni al narcotraffico nel Nord Italia. L’indagine ha dimostrato come il lago di Garda, comprese le località della sponda veronese, fosse stato individuato dall’organizzazione come uno dei principali mercati di destinazione della cocaina, grazie all’elevata presenza di turisti e alla forte concentrazione di locali e attività di intrattenimento, rendendo il territorio scaligero uno dei punti strategici della rete di distribuzione dello stupefacente.