Concluso l’iter nelle Commissioni
Si è concluso nella 1ªcommissione consiliare, un passaggio fondamentale per l’attuazione dell’autonomia differenziata del Veneto.
Un risultato importante, raggiunto grazie al lavoro del Consiglio regionale e delle Commissioni consiliari. Lo hanno annunciato i capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale: Riccardo Barbisan (Lega), Matteo Pressi (Stefani Presidente), Claudio Borgia (FdI), Alberto Bozza (FI), Sonia Brescacin (Gruppo Misto), Eric Pasqualon (Unione di Centro) e Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica).
“Quello compiuto oggi – sottolineano– è un passo concreto verso quell’autogoverno che il Veneto ha indicato con forza già con il referendum del 2017″.

A giorni l’Autonomia sarà approvata dal Consiglio Regionale
” Adesso manca l’ultimo passaggio in Consiglio regionale, previsto nei prossimi giorni, per poi trasmettere nuovamente il testo al Governo. Da quel momento si aprirà la fase successiva del percorso, con l’Esecutivo nazionale chiamato a trasmettere il provvedimento alle Camere nei tempi previsti. Partiamo dalle prime quattro materie, ma non ci fermiamo qui. Le materie potenzialmente attribuibili sono 23 e il nostro obiettivo è proseguire il percorso per ottenere tutte le competenze che la Costituzione consente di trasferire alle Regioni. Queste prime quattro rappresentano quindi un punto di partenza, non un punto di arrivo”.

“L’autonomia non è una battaglia contro qualcuno, ma una scelta a favore del Veneto, dei suoi cittadini e della capacità dei territori di decidere in modo più diretto e responsabile. Oggi abbiamo dato una picconata al muro del centralismo e aperto una breccia concreta verso un’Italia più moderna, più responsabile e più vicina ai territori. Il Veneto è pronto a fare la propria parte”.
Quella dell’Autonomia è una battaglia storica della Lega, cui va dato il merito di aver insistito con gli alleati perché venisse attuata in questa legislatura. Fondamentale è stato l’impegno di Zaia con il trionfale referendum del 2017. Ora però che la palla torna a Roma e qualche timore rimane. All’interno del centrodestra ci sono molti avversari dell’autonomia che potrebbero giocare a tirare in lungo in attesa della fine della legislatura.
