Martedì 1° settembre il Consiglio regionale del Veneto dovrà esprimersi sul fine vita. Una questione pesante e delicata al tempo stesso, perché va a toccare la vita umana e la sofferenza. 

Zaia, che da governatore aveva sostenuto la legge, oggi, come presidente del Consiglio regionale si rivolge ai consiglieri precisando che non sono chiamati «a decidere se il suicidio medicalmente assistito debba esistere oppure no in Veneto. Esiste già nel nostro ordinamento nazionale». Il Consiglio deve «assumersi la responsabilità di organizzare procedure chiare, la presa in carico delle richieste, le verifiche e l’assistenza sanitaria necessaria». 

Zaia presenta
Luca Zaia

Un distinguo che dovrebbe rendere meno pesante il compito dei consiglieri, ma che comunque non sposta il problema etico più di tanto. 

Libertà di coscienza o voto di scuderia

La Lega e Forza Italia hanno già dichiarato che, data la materia, lasceranno liberi propri rappresentanti di votare secondo coscienza. La sinistra voterà a favore. Futuro Nazionale e Resistere Veneto hanno invece annunciato voto contrario. Fratelli d’Italia deve ancora decidere come votare e se lasciare liberi i consiglieri di votare secondo coscienza o esprimere un voto di partito. 

Dai numeri presenti in Consiglio è prevedibile una vittoria del sì. Il voto è palese.