La proiezione Istat deve preoccupare. L’allarme di Tosi: meno abitanti, meno risorse
Secondo una proiezione dell‘Istat nel 2028 Verona potrebbe avere 50 mila abitanti in meno. Una disgrazia in termine di servizi, welfare, produttività, accesso ai bandi pubblici.
Lo fa notare Flavio Tosi, già sindaco, sottolineando che «non dobbiamo rassegnarci ma, anzi, intervenire con politiche efficaci sia nell’immediato che di visione in prospettiva per invertire la rotta».
A determinare la previsione Istat la crisi della natalità, problema nazionale, non solo veronese. Il governo ha fatto qualcosa, ma è un trend negativo che dipende da fattori culturali ed economici, sul quale si sarebbe dovuto intervenire alcuni decenni fa, come hanno fatto la Francia ed alcuni paesi del nord Europa. Ma per troppo tempo i governi precedenti non hanno fatto niente, tanto che i demografi ritengono che si sia raggiunto un punto di non ritorno a causa dell’0invecchiamento della popolazione, all’interno della quale le donne in età fertile non calate oltre il limite che permetterebbe l’inversione della tendenza attuale.

Ma Tosi osserva a che ad aggravare la situazione s’aggiunge un fattore locale: «Se a Verona non vogliamo perdere abitanti dobbiamo tornare a essere attrattivi, anche per i giovani, per chi viene da fuori e per non perdere chi è qua. Va innalzata la qualità della vita, dunque è necessaria una svolta in termine di politiche per la città, in primis su sicurezza, viabilità, opere pubbliche, rapporto con le imprese, cultura e università».
«L’esperienza di Tommasi, in tal senso, è stata negativa – riflette Tosi. -Oggi Verona è oggettivamente sporca, insicura e ha enormi problemi di viabilità. Ma presenta anche forti criticità in termini di competitività, manca infatti una visione a lungo raggio. Tommasi si è limitato a concludere opere pianificate dalla mia amministrazione, senza apportare nulla di nuovo e qualificante. Infatti, il suo Pat, che peraltro nemmeno riuscirà ad approvare, è un concentrato di no a tutto, blocca la città anziché svilupparla, non prevede innovazione urbanistica, del resto è un compromesso al ribasso con l’ala oltranzista da socialismo reale e pseudo-ambientalismo di Michele Bertucco».

Ed è sull’Università che bisogna puntare «per diventare una città universitaria di prim’ordine, dove i giovani studiano e si fermano a vivere: ma mentre al governo il nostro ministro Bernini ha investito con merito su nuovi studentati e posti letto in città, Tommasi non ha progettato nulla. Infatti, il polo universitario all’ex Passalacqua è eredità della mia amministrazione».
“Significa – conclude Tosi – che in questi ultimi anni oltre a un grave deficit nella gestione ordinaria e quotidiana, è mancata anche una visione di prospettiva, non si è pensato a investire nel futuro. Questa sarà una sfida e una priorità nell’agenda del centro destra nel 2027”.

