«La sinistra – dice Tosi, ex sindaco di Verona–  vorrebbe far passare il messaggio distorto e falso che noi siamo contro i ciclisti. È ridicolo. Sono un ciclista da sempre. Sia cittadino che outdoor. Ho scalato lo Stelvio, passi delle Dolomiti, eccetera. 

Il punto è politico: noi non siamo contro le ciclabili, siamo contro le ciclabili che non servono, quelle pericolose per tutti, in primis per i ciclisti. Toglieremo quelle e miglioreremo invece quelle utili e non impattanti per il traffico».

Questa la differenza fra Tosi e Tommasi.

«Lui fa la guerra alle auto, noi invece vogliamo la convivenza tra auto e bici. È il tessuto urbano che ti indica dove una ciclabile la puoi fare e dove no, dove è garanzia di scorrimento della viabilità e di sicurezza, in primis per gli stessi ciclisti, e dove invece impatta negativamente. La nostra densità e conformazione urbana non ci permette di replicare pedissequamente i modelli scandinavi. È chiaro a tutti, tranne al Sindaco e ai suoi.

Un'altra pista ciclabile

Bisogna essere pragmatici, non si può forzare la mano restringendo carreggiate e imponendo sensi unici, come ha fatto l’amministrazione Tommasi. Il punto è proprio questo, quella di Tommasi è una guerra alle auto, lui le vorrebbe eliminare, del resto lo hanno scritto pure nel Pat che vogliono ridurle a meno del 40%. A questo scopo hanno volutamente incasinato la viabilità, mettendo in difficoltà lavoratori, imprese, famiglie».

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