Il flusso s’era fermato con il Covid. Ma adesso torna a crescere. Anche a Verona
Il flusso di turisti cinesi in italia s’era fermato con la pandemia, ma adesso torna a crescere. Nel 2026 potrebbe raggiungere tra 2,45 e 2,6 milioni di visitatori, secondo una proiezione elaborata da STAMP sulla base dei dati TourMIS/Statista.
Già nel 2024 gli arrivi di visitatori cinesi avevano toccato gli 1,87 milioni, con un aumento del 64% rispetto al 2023. Ma cambiano le loro abitudini. Il turista cinese è oggi più autonomo e flessibile, con una crescente propensione a organizzare il viaggio attraverso i canali digitali. Il 56% dei viaggiatori cinesi diretti in Europa viaggia infatti come FIT (Free Independent Traveller), privilegiando soggiorni più lunghi ed esperienze locali legate anche a shopping, gastronomia e lifestyle.
A Verona + 118%
Questa evoluzione amplia inoltre la platea delle destinazioni. Roma, Milano e Venezia restano tra le mete più richieste, ma crescono rapidamente anche città come Napoli (+132%), Verona (+118%) e Firenze (+90%).
Cambiano di conseguenza anche i consumi, che si distribuiscono sempre più tra ristorazione, negozi indipendenti, outlet e città secondarie, oltre ai tradizionali circuiti dello shopping nelle grandi città d’arte.
Un ruolo importante lo giocano i canali digitali cinesi, in particolare Xiaohongshu (RedNote) e WeChat, utilizzati per cercare informazioni su cosa vedere, dove mangiare e cosa acquistare. Per i retailer italiani diventa quindi strategico intercettare il turista già nella fase di pianificazione del viaggio e offrirgli strumenti di pagamento familiari, come Alipay e WeChat Pay, insieme a procedure Tax Free più semplici e immediate.
La prossima Golden Week, dall’1 al 7 ottobre, rappresenta in questo senso un appuntamento importante per il mercato italiano. Secondo Abel Navajas, co-fondatore e CEO di STAMP, la sfida sarà trasformare la ripresa del turismo cinese in un’opportunità diffusa, coinvolgendo non solo le grandi destinazioni ma anche territori e attività finora meno interessati dai flussi internazionali.
