Ancora nell’Albo dei cittadini onorari e benemeriti. Perché?
(Claudio Beccalossi) Amarcord! La prima Giunta Flavio Tosi, di centro-destra, l’11 dicembre 2008 assegnò la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano (scrittore contro la camorra), notoria figurina di sinistra intellettuale da prima linea, dal costante ditino accusatore verso presunte colpe fasciste dei suoi acerrimi nemici ideologico-politici. Un acclarato cattivo esempio di faziosità e, appunto per questo e secondo malumori e brontolii, indegno dell’onorificenza conferita. La discussa assegnazione, infatti, venne poi revocata dal Consiglio comunale il 23 dicembre 2020 (Giunta Federico Sboarina, sempre di centro-destra), su proposta presentata dal consigliere della Lega Alberto Zelger per pepati contrasti e critiche pubbliche innescati dallo scrittore.
Perché, allora, il suo nominativo, divisivo ed urtante, appare ancora nel sito ufficiale del Comune di Verona nell’Albo dei cittadini onorari e benemeriti (Elenco di cittadini che si sono distinti nei vari campi e attività pubbliche e private), come da link https://www.comune.verona.it/Novita/Notizie/Albo-dei-Cittadini-onorari-e-benemeriti?
Il suo inserimento, tra l’altro, cozza contro personalità positive a 360° presenti nella lista, ben più meritorie e d’alta levatura internazionale, tra i quali alcuni qui citati a ritroso rispetto all’anno d’attribuzione: Liliana Segre (2024, difesa diritti umani attraverso testimonianza di vita), Norma Cossetto (2021, simbolo del sacrificio di tante donne vittime di violenza), Dante Alighieri (2018, sommo poeta, soggiornò a Verona durante il suo esilio).
85° Reggimento Addestramento Volontari Verona (2013, eroismo e legame con la città), 6° Reggimento Alpini (2012, reggimento dei Veronesi), 8° Reggimento Bersaglieri (2011, missione in Afghanistan), COMFOTER, Comando delle Forze Operative Terrestri (2010, meriti per sicurezza cittadina ed interventi in pubbliche calamità), Tim Parks (2008, giornalista e scrittore naturalizzato italiano), Nelson Mandela (1988, Premio Nobel per la pace), Arnoldo Mondadori (1963, editore), Romano Guardini (1956, filosofo e teologo), Moniz Egas (1950, Premio Nobel per la Medicina in neurologia), Gerard Domagk (1950, Premio Nobel per la Medicina in antibiotici), Alexander Fleming (1949, Premio Nobel per la Medicina, scopritore della penicillina) ecc.
Un Saviano infilato nell’Albo al pari d’un Dante Alighieri, d’un Nelson Mandela o d’un Alexander Fleming, lavoratori nella vigna del bene? Deontologicamente inverosimile!
Si provi ad immaginare se una qualsiasi giunta di centro-sinistra avrebbe fatto altrettanto, con intellettuali notoriamente di destra o fuori dal loro cerchio magico, di cui vari spesso benvenuti ed apprezzati a Verona per incontri, dibattiti, conferenze ecc.
Che so, concedendo il riconoscimento a Julius Evola (pseudonimo di Giulio Cesare Andrea Evola, filosofo, pittore, poeta, scrittore ed esoterista), Giuseppe Prezzolini (giornalista, scrittore, editore, italianista ed aforista), Marcello Veneziani (filosofo, giornalista e saggista), Giordano Bruno Guerri (storico, saggista e giornalista), Vittorio Sgarbi (critico d’arte, polemista e saggista), Pietrangelo Buttafuoco (scrittore e giornalista, attuale presidente della Biennale di Venezia).
O (almeno per un certo periodo del suo percorso politico tra Destra Storica ed Estrema Sinistra) al vicino di casa (per il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, nel Garda Bresciano) Gabriele D’Annunzio (scrittore, poeta, giornalista, drammaturgo e militare).
Uno di questi o qualcun altro di detestata destra tra i benemeriti ed onorari di giunte sinistre? Ma manco se fossero costrette da una pistola puntata alla tempia!
L’esempio locale col chiacchierato Saviano, ampliato in campo nazionale, è prova provata del timor di dio sinistro, del balbettare della destra di fronte alla cosiddetta egemonia culturale della sinistra e nell’incapacità di far valere propri valori peculiari anche (se non soprattutto) quando si trova a governare!
