(Alberto Rizzati*) Il miraggio della transizione ecologica si scontra ancora una volta con la dura realtà dei fatti: Verona è ostaggio di un traffico insostenibile, esasperato da una gestione dei cantieri pubblici che definire fallimentare è un eufemismo.
L’ultimo esempio lampante, sotto gli occhi di migliaia di automobilisti infuriati ogni giorno, è la situazione di Ponte Catena. I lavori, avviati in pompa magna all’inizio di questa estate con la promessa di sfruttare la chiusura delle scuole per ridurre al minimo i disagi, dovevano concludersi entro i primi giorni di settembre. Invece, la realtà sul campo racconta un’altra storia: i mesi passano, l’autunno è inoltrato, e la fine degli interventi appare ancora drammaticamente lontana.

Il cantiere infinito e la viabilità in tilt
Quello che doveva essere un intervento rapido si è trasformato in un imbuto permanente per la viabilità cittadina, con restringimenti di carreggiata e code eterne che imbottigliano residenti, lavoratori e persino i mezzi di soccorso diretti al vicino Polo Confortini di Borgo Trento.
Mentre l’amministrazione comunale di sinistra continua a concentrare sforzi, risorse e dibattiti sull’ideologia delle piste ciclabili e della mobilità alternativa, le arterie fondamentali della città rimangono bloccate da una programmazione dei cantieri totalmente carente. Non si tratta di essere contrari alla modernizzazione dei sottoservizi o all’efficienza energetica, ma di esigere rispetto per i tempi di vita dei veronesi.

Priorità capovolte
Cittadini e commercianti si chiedono dove sia finita la capacità di pianificazione e controllo da parte di Palazzo Barbieri. È accettabile che snodi strategici come Ponte Catena subiscano ritardi così pesanti senza che vi sia una risposta decisa e trasparente sui motivi del blocco?
La sensazione diffusa è che si preferisca inseguire una narrazione green “da salotto” piuttosto che risolvere i problemi concreti di chi a Verona ci vive e si deve spostare per lavoro. Finché la priorità rimarrà quella di tracciare linee sull’asfalto per le biciclette ignorando i cantieri infiniti che paralizzano i ponti e le strade principali, Verona continuerà a rimanere immobile. Nel vero senso della parola.
*Consigliere della 2ª Circoscrizione

