Dura reazione dell’Unione delle Camere Penali : la Difesa sequestrata

(Antonella Traina) Ventimila euro in contanti dimenticati in aula. E un avvocato penalista trattato come un ricettatore. È il caso che ha fatto esplodere lo scontro a Verona. L’8 ottobre un penalista lascia per distrazione il suo zaino in un’aula del Tribunale. Dentro non c’è solo la sua vita professionale – pc, fascicoli, chiavette con atti coperti da segreto difensivo – ma anche 20.000 euro che lo stesso avvocato definirà subito dopo parcelle in contanti.

Lo zaino viene trovato, consegnato alla PG, ispezionato da un maresciallo della Finanza. Quando il proprietario si presenta, identificato immediatamente dagli atti contenuti, la Procura non glielo restituisce. Scatta il sequestro. E l’apertura di un fascicolo per ricettazione contro ignoti. Una scelta che per la Camera Penale Veronese guidata dal presidente Stefano Gomiero è un punto di rottura.

È proprio la Camera, con Gronerio alla guida, a firmare il comunicato che in queste ore sta facendo il giro di tutti i fori italiani. Un titolo che è già un atto d’accusa, senza giri di parole: «Indebita ritenzione di materiale appartenente ad un avvocato penalista».

Gronerio: lo zaino strumento di lavoro di un avvocato

La posizione della Camera Penale Veronese guidata dal presidente Stefano Gomiero è netta su due fronti. Da un lato la violazione del segreto professionale, perché quello zaino non era un oggetto anonimo ma lo strumento di lavoro di un difensore contenente fascicoli, pc e chiavette con atti coperti da difesa e corrispondenza riservata con gli assistiti, materiale che per la Camera è inviolabile ai sensi dell’art. 103 c.p.p. e che non poteva essere ispezionato e trattenuto in quel modo.

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Stefano Gomiero

Dall’altro la sproporzione totale della scelta procedurale, perché l’avvocato era immediatamente identificabile dagli stessi atti, era noto in Tribunale e si era presentato per ritirare il bene, e quindi per Gomiero e la sua Giunta non esisteva alcuna esigenza di sequestro per ricettazione contro ignoti ma andava disposta l’immediata restituzione al legittimo proprietario.

È questo il cuore della battaglia portata avanti da Gomiero: non è una questione di soldi, è una questione di metodo e di rispetto del ruolo. Trasformare una dimenticanza in un’aula di giustizia in un’ipotesi di reato contro ignoti, trattenendo fascicoli difensivi, è per la Camera Penale un precedente pericolosissimo. Secondo quanto trapela, lo zaino sarebbe stato poi dissequestrato. Ma sulla restituzione integrale della somma e sugli atti difensivi visionati resta il massimo riserbo.
E resta, soprattutto, lo strappo aperto dalla presidenza Gronerio con la Procura reggente.