Centocinquanta chilometri attraverso Verona e provincia, con otto tappe nelle realtà del volontariato. Le offerte raccolte durante l’iniziativa sono state devolute all’associazione Il Castello dei Sorrisi.
Unire la passione per il ciclismo alla solidarietà, facendo conoscere le realtà che ogni giorno si impegnano a favore delle persone più fragili. È questo lo spirito della sesta edizione dell’ASFA Tour – Giro delle Sezioni, organizzata sabato 17 ottobre dall’Associazione Donatori di Sangue San Francesco d’Assisi. All’iniziativa hanno partecipato circa 50 ciclisti, che hanno percorso 150 chilometri tra Verona e provincia, incontrando otto associazioni di volontariato legate alla rete di ASFA.
L’obiettivo è promuovere la donazione del sangue attraverso lo sport e valorizzare la collaborazione tra organizzazioni impegnate in diversi ambiti sociali. L’edizione 2026, patrocinata dal Comune di San Giovanni Lupatoto, ha previsto un itinerario più lungo di 20 chilometri rispetto allo scorso anno.
Dalla ciclofficina della Ronda della Carità alla Mensa di San Bernardino
La partenza è avvenuta a Verona, con il tradizionale tè marocchino nella sede di Kamara d’Aria, in via Campo Marzo. La ciclofficina della Ronda della Carità offre opportunità di reinserimento sociale a persone che hanno vissuto situazioni di marginalità.
Il gruppo ha quindi raggiunto San Giovanni Lupatoto, dove è stato accolto dall’assessore al Volontariato Maurizio Simonato, in occasione della manifestazione ciclistica Luparound. La pedalata è proseguita a Zevio, con una visita alla Casa delle Zie, struttura abitativa recentemente resa operativa dalla Fondazione Più di un Sogno.
A Bonavigo i partecipanti hanno incontrato la sindaca Romina Chiavelli e i volontari di Oscar per Tutti, mentre a Nogarole Rocca sono stati ricevuti dall’assessore Marco Manara e dai rappresentanti di Casa San Francesco.
Tra i momenti più significativi della giornata, la tappa a Rizza di Castel d’Azzano, dove i ciclisti hanno conosciuto la storia di un bambino di 18 mesi proveniente dal Burundi, affetto da una grave cardiopatia. Grazie all’intervento dell’associazione Il Castello dei Sorrisi, il piccolo è stato operato all’ospedale di Borgo Trento e potrà presto tornare nel proprio Paese insieme alla madre.
Il percorso ha poi toccato la Sacra Famiglia, con i volontari di Amici senza barriere, prima di concludersi alla Mensa della Carità del Convento di San Bernardino, a Verona. Un luogo particolarmente significativo per l’associazione, nata proprio in questo contesto francescano.
Il dono del sangue come un passaggio di borraccia
«Per tutte le nostre sezioni, e in particolare per quelle più distanti dal capoluogo, il Giro rappresenta un momento fondamentale per ritrovarsi e sentirsi parte di un’unica comunità», spiega Alessandro Toaiari, presidente provinciale di ASFA, che ha partecipato alla pedalata insieme agli altri ciclisti.
L’iniziativa permette anche di far conoscere da vicino la rete di associazioni che collaborano con ASFA e il lavoro svolto quotidianamente a sostegno delle persone in difficoltà. «Il legame tra ASFA e il ciclismo ha un valore simbolico profondo: donare il sangue a uno sconosciuto è come il celebre passaggio della borraccia tra Coppi e Bartali», afferma Toaiari. «Un gesto spontaneo di fiducia e generosità verso il prossimo, senza aspettarsi nulla in cambio».
Alla giornata hanno preso parte gli atleti dell’Asd Mario Conti, squadra ufficiale di ASFA, una rappresentanza del Bike Team di Zevio e i ciclisti della Luparound. Quest’ultima manifestazione inserisce da tre anni l’ASFA Tour tra le prove valide per la propria classifica sociale a punti.
La solidarietà ha accompagnato anche la raccolta delle offerte. Le somme destinate inizialmente alla Luparound attraverso un sorteggio sono state infatti devolute dai soci all’associazione Il Castello dei Sorrisi, per contribuire alle cure dei piccoli pazienti che ne hanno bisogno.
ASFA e il valore del dono circolare
Attiva dagli anni Settanta, l’Associazione Donatori di Sangue San Francesco d’Assisi conta nel Veronese 650 donatori attivi. Accanto alla promozione della donazione nelle proprie sezioni, collabora con diverse organizzazioni di volontariato del territorio, cercando di coinvolgere anche chi già mette a disposizione tempo e competenze in altri ambiti sociali.
Il principio di riferimento è quello del «dono circolare»: mettere in rete associazioni e volontari permette di rafforzare reciprocamente le iniziative e amplificarne i risultati. ASFA offre inoltre ai propri donatori la possibilità di destinare il valore economico delle benemerenze ricevute per i traguardi raggiunti nella donazione a specifici progetti di solidarietà, estendendo così ulteriormente il valore del gesto altruistico.
