La regione supera nettamente il dato nazionale tra i 25 e i 34 anni, ma il valore aggiunto per lavoratore non cresce allo stesso ritmo. Manageritalia: «Servono competenze, innovazione e migliori modelli organizzativi»
Il Veneto si colloca ai vertici nazionali per l’occupazione dei giovani adulti, ma questa forza non si traduce in un vantaggio altrettanto marcato sul fronte della produttività. È quanto emerge da un’analisi di AstraRicerche su dati Istat, presentata da Manageritalia Veneto in occasione dell’assemblea dell’associazione, svoltasi giovedì pomeriggio a Vicenza.
Nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, il tasso di occupazione regionale raggiunge l’80,6%, oltre 12 punti percentuali in più rispetto alla media italiana. Anche la disoccupazione è contenuta: 4,2% contro il 9,5% nazionale. Il quadro cambia, però, quando si considera il valore aggiunto prodotto da ciascun occupato, che in Veneto si mantiene sostanzialmente in linea con quello italiano.
«Chi vive la realtà aziendale tutti i giorni sa che alcuni numeri parlano più di altri», osserva Carlo Terrin, presidente di Manageritalia Veneto. «Dobbiamo certamente preoccuparci di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, ma le giovani e i giovani adulti, in particolare nella fascia di età 25-34 anni, meritano una considerazione a parte, perché si trovano in quella fase della vita in cui devono costruire tutto e hanno particolarmente bisogno di lavorare e avere buone retribuzioni. Qui in Veneto queste condizioni di base esistono, ma quando ci interroghiamo sulla qualità e sul valore aggiunto ci accorgiamo che qualcosa non va».

Padova guida l’occupazione, Treviso e Vicenza la disoccupazione più bassa
Il vantaggio occupazionale riguarda tutte le province venete, che superano la media nazionale per la quota di giovani adulti al lavoro. Padova raggiunge l’82,9%, collocandosi al quinto posto in Italia, mentre Belluno registra il valore più basso della regione, pari al 78,1%, comunque quasi dieci punti sopra il dato nazionale.
Sul fronte della disoccupazione, si distinguono Treviso e Vicenza, entrambe al 3,4%. Le due province rientrano così tra le dieci realtà italiane con i livelli più contenuti nella fascia d’età considerata.
L’analisi evidenzia quindi una buona capacità del territorio di offrire opportunità lavorative ai giovani adulti. La situazione appare meno brillante quando si passa dalla quantità dell’occupazione alla capacità delle imprese di generare valore.
Pochi manager nelle imprese venete
L’indice del valore aggiunto per occupato in Veneto si attesta a 102, rispetto alla media italiana fissata a 100. Tra le province, Vicenza è al primo posto regionale con un indice pari a 104. Nel terziario di mercato, tuttavia, il dato veneto scende a 98, al di sotto della media nazionale. In questo comparto, che comprende tra gli altri commercio, trasporti, ricettività, comunicazione e servizi professionali, soltanto Verona supera la soglia di 100.
A pesare, secondo Manageritalia, è anche la presenza ancora limitata di figure manageriali nelle aziende. In Veneto si contano 8.861 manager su un totale di 133.701 a livello nazionale, con una media di 0,6 manager ogni 100 lavoratori, contro lo 0,9 italiano. In Francia e Spagna la quota si colloca invece tra il 2% e il 3%.
«Qui a Vicenza registriamo il caso più eclatante», sottolinea Terrin. «Il valore aggiunto per occupato, il più alto della regione, è il 4% sopra la media italiana nell’insieme dell’economia, ma nel terziario di mercato è il 7% sotto».
Competenze e organizzazione per aumentare la produttività
Per trasformare gli elevati livelli occupazionali in una maggiore capacità di generare valore, soprattutto nel settore dei servizi, l’associazione indica la necessità di investire su competenze, innovazione, organizzazione e managerialità.
Tra le proposte figurano l’inserimento di figure manageriali anche nelle piccole e medie imprese, il rafforzamento della formazione continua e l’adozione di modelli organizzativi in grado di tradurre le competenze e le innovazioni in una maggiore produttività e competitività.
Ad aprire l’assemblea di Manageritalia Veneto, dedicata anche all’evoluzione del lavoro, sono stati il presidente nazionale dell’associazione Marco Ballarè, il vicepresidente Simone Pizzoglio e Mauro Dotti, presidente di Assidir.
I dati sui tassi di occupazione e disoccupazione si riferiscono alla media annuale del periodo 2023-2025 per la popolazione residente tra i 25 e i 34 anni. L’indice del valore aggiunto per occupato riguarda invece il 2023 e assume come riferimento la media italiana pari a 100.
