(Giorgio Massignan) La giunta comunale di Verona ha adottato il PUA, (Piano urbanistico attuativo) per il comparto di circa 75.000 mq, tra via Albere e via delle Coste.Si tratta dell’attuazione degli accordi pubblico-privati sottoscritti tra il 2013 e il 2017, durante le giunte dei sindaci Tosi e Sboarina.
Il progetto prevede 5 palazzine a destinazione residenziale, di cui 2 di edilizia abitativa sociale, oltre ad altre ad uso commerciale e direzionale. Verranno realizzati vari interventi di urbanizzazione, tra i quali una strada pubblica con pista ciclabile, un parco urbano attrezzato di 14.425 mq, un’area cani di 848 mq e nuovi parcheggi. Oltre ad una rotatoria su via Albere, una nuova strada di collegamento con piazzale Guardini, un bacino di laminazione e un parcheggio pubblico a servizio del polo scolastico, finanziati con il contributo di sostenibilità.

Le precedenti responsabilità
Ma a chi si devono attribuire le responsabilità per questa nuova colata di cemento e per il conseguente consumo di suolo?
Ad adottare il PUA per quell’area è stata la Giunta guidata dal sindaco Damiano Tommasi, che però non ha originato le cubature, ma ha dovuto prendere in carico la pratica attuativa (PUA), definita dalle precedenti Giunte
PUA che la Giunta Tommasi non poteva cancellare senza rischiare serie conseguenze legali ed economiche per l’Amministrazione.
Ovviamente, il piano è stato solo adottato.
L’attuale Giunta non ha proceduto secondo la bozza originaria delle due precedenti, ma ha negoziato alcune importanti modifiche, recependo i pareri negativi espressi dalla Terza Circoscrizione nel dicembre 2025.
Ha imposto un aumento degli spazi verdi, portando la dimensione del parco pubblico a circa 14.000 mq, ha fatto includere una quota di edilizia residenziale sociale e investire agli operatori privati circa 3.000.000 di euro in opere di viabilità e urbanizzazione.

Le vere responsabilità politiche e amministrative vanno attribuite alle Giunte che hanno stabilito e approvato le regole urbanistiche generali che rendevano quell’area di 75.000 mq edificabile, con specifici volumi, funzioni commerciali/residenziali/direzionali e diritti edificatori.
Infatti, durante l’Amministrazione di Flavio Tosi (dal 2007 al 2017), è stato approvato il Piano di Assetto Territoriale (PAT) ed è stato redatto e avviato il Piano degli Interventi (PI), oltre a diverse varianti urbanistiche che hanno ridefinito le schede norma relative alle aree industriali, commerciali e di espansione di Verona Ovest e della zona di Santa Lucia/Golosine.
Durante l’Amministrazione di Federico Sboarina (dal 2017 al 2022), sono state gestite l’attuazione e le successive modifiche al Piano degli Interventi e consolidate molte delle schede d’ambito relative a comparti privati in attesa di trasformazione urbanistica.
In sintesi, la responsabilità delle Giunte e delle Amministrazioni passate è consistita nel votare ed emanare gli strumenti urbanistici generali (PAT e Piano degli Interventi) e le loro varianti.
È in quelle delibere consiliari che un’area verde, agricola o industriale dismessa viene classificata come “zona di trasformazione o completamento”, assegnandole una determinata capacità edificatoria (cubatura/superficie) e consentendone destinazioni commerciali o residenziali o direzionali.
Una volta approvata la scheda norma nel Piano degli Interventi, il diritto del proprietario diventa giuridicamente tutelato.
