Il Consiglio comunale respinge la richiesta relativa all’area di Quinzano insieme ad altri 5 piani. Borchia e Zavarise intervengono sull’esito della votazione e chiedono chiarezza

(fi.to) Il Consiglio comunale di Verona ha respinto la richiesta di proroga del PUA di San Rocchetto, a Quinzano, insieme ad altre cinque proposte urbanistiche sulle quali la Giunta aveva già espresso orientamento contrario. Una decisione che chiude, almeno sul piano amministrativo attuale, la possibilità di proseguire il piano così come presentato e che ha riacceso il confronto politico a Palazzo Barbieri.

Il progetto riguarda un’area collinare nei pressi della Chiesa di San Rocco e dell’Eremo di San Rocchetto e prevede interventi residenziali con le relative opere di urbanizzazione e viabilità. La richiesta di proroga era stata oggetto nelle settimane precedenti di un confronto anche sul piano giuridico, alla luce della possibile apertura di contenziosi da parte delle proprietà interessate.

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Il no del Consiglio alla proroga del PUA

In Consiglio la maggioranza ha sostenuto il diniego della proroga, mentre i gruppi del centrodestra hanno espresso posizioni contrarie o di astensione, richiamando soprattutto il tema dei possibili ricorsi e delle eventuali conseguenze per il Comune.

Sull’esito della seduta sono intervenuti Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega e capo delegazione del partito al Parlamento europeo, e Nicolò Zavarise, capogruppo della Lega in Consiglio comunale.

Secondo i due esponenti leghisti, quanto accaduto durante il voto avrebbe fatto emergere alcune difficoltà interne alla coalizione che sostiene il sindaco Damiano Tommasi. In particolare Borchia e Zavarise sottolineano la scelta di cinque consiglieri di maggioranza di rimanere in aula senza partecipare alla votazione, interpretandola come un segnale di differenze di posizione sul provvedimento.

«I cittadini meritano chiarezza e responsabilità», affermano Borchia e Zavarise, che chiedono inoltre di approfondire le possibili conseguenze urbanistiche e giuridiche della decisione.

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La vicenda di San Rocchetto resta così aperta anche dopo il voto del Consiglio. Da una parte la scelta dell’amministrazione di non prorogare il piano, nel quadro delle proprie politiche urbanistiche e di tutela dell’area collinare; dall’altra le questioni sollevate dalle opposizioni sui possibili contenziosi e sulle modalità con cui si è arrivati alla decisione.

Un confronto destinato a proseguire, tanto sul piano amministrativo quanto su quello politico, mentre il futuro dell’area di Quinzano e San Rocchetto dovrà ora essere definito attraverso i successivi strumenti di pianificazione urbanistica.