L’Adige quest’anno, e precisamente il 15 di questo mese, compie 160 anni. Una bella età. Il nostro giornale è uno dei più antichi d’Italia. E’ stato fondato il 13 ottobre 1866, anno in cui il Veneto entrò a far parte del Regno d’Italia. All’inizio ebbe come direttori dei patrioti. Il primo fu Alfredo Comandini, che poi andò a dirigere il Corriere della Sera. Fu sostituito da Luigi Dobrilla, triestino nato a Firenze, laureato in giurisprudenza a Graz. Nel 1877«per motivi politici rifiutò l’anello d’oro con brillanti che l’imperatore donava agli studenti migliori».

I primi passi de L’Adige
Disertò dall’esercito austriaco, entrò nella redazione de La Ragione diretta da Felice Cavallotti e collaborò con la Rivista Illustrata e l‘Illustrazione Italiana degli editori milanesi Treves. Condannato dall’Austria, dopo l’impiccagione di Oberdan, pubblicò, nel 1883, il volume Guglielmo Oberdan Memorie di un amico con prefazione Giosuè Carducci che scrisse spesso per L’Adige Nel1888 fu sostituito da Ruggero Gianderini. Famose le polemiche e le contese con la moderata “Arena”.

Insomma L’Adige ha una lunga e gloriosa storia. Fra i suoi collaboratori ci sono stati Berto Barbarani, Riccardo Lotze, Federico De Winckels e tanti altri intellettuali vissuti a cavallo fra l’800 e il’900. Nella sua redazione è stata “inventata” la cronaca nera come la intendiamo oggi. E’ sempre stato un giornale battagliero che non esitava a sguainare la spada e ad estrarre la pistola per difendere le sue idee: i suoi direttori sfidarono a duello fra gli altri Emilio Salgari e il direttore de L’Arena, Antonio Mantovani, che nel 1904 al Chievo perse la vita in un duello alla pistola col direttore de L’Adige, Luigi Bellini Carnesale.
Una lunga storia che noi cerchiamo di onorare con l’impegno quotidiano. L’Adige ha 160 anni, ma non li dimostra. Ci si aspetterebbe un giornale scritto su carta ingiallita. E invece corre online col passo dei tempi. E grazie a te che ci leggi cresce sempre di più. L’augurio che ci facciamo è di continuare così.
