Aggressione in Pradaval e sequestro a S.Bernardino. La città è sempre meno sicura

L’impressione è che la situazione stia sfuggendo di mano. Le autorità, non si sa se per ordine di scuderia o per sottovalutazione del problema, minimizzano, ma gli episodi di violenza contro tranquilli cittadini veronesi si stanno moltiplicando oltre il livello della sopportazione.

La scorsa settimana un ragazzo che passava ai giardini di Pradaval, da molti anni zona di degrado umano nonostante sia in pieno centro, è stato aggredito e picchiato da un africano senza alcun motivo. Il malcapitato ha telefonato alla Polizia. La risposta ha dell’incredibile. Gli han detto di lasciar perdere, che sono cose che capitano e che è meglio non reagire alla violenza, altrimenti poi scatta l’accusa di razzismo. Roba da matti! Anche perché è difficile credere che si tratti del pensiero di un singolo operatore e che non sia piuttosto una direttiva proveniente dall’alto, in linea come quella che ‘suggerisce’ di omettere dalle notizie la nazionalità di chi compie i reati, nell’intento di nascondere all’opinione pubblica che la maggior parte degli episodi di violenza e dei reati di droga o contro il patrimonio sono opera di stranieri. 

E mercoledì, sempre in pieno centro, a S.Bernardino, un tranquillo cittadino, per di più disabile essendo affetto da sordità, mentre tornava dal lavoro è stato rapinato, sequestrato e picchiato per un’ora da un tunisino ed è stato ‘liberato’ da una barista mentre era costretto a recarsi al bancomat con il rapinatore.

Sono solo gli ultimi episodi in ordine di tempo. Ma quanti altri ne sentono. E quanto altri non emergono neppure. Ha un bel dire il Prefetto che Verona è una città sicura. Forse se paragonata a Napoli o a Bari o a Palermo. Ma non se la si paragona alla Verona che avevamo conosciuto prima che venisse invasa da migliaia di stranieri che per vivere delinquono dalla mattina alla sera. Chiedetelo a qualsiasi veronese se si sente tranquillo ad uscire alla sera a fare due passi per le strade del suo quartiere. La risposta è nota. E’ nota a tutti, meno che alle autorità che la sicurezza la dovrebbero garantire. Loro si basano sui numeri delle denunce, come se non sapessero che tanti le denunce non le fanno neanche più per evitare perdite di tempo.

La verità è che manca la volontà politica di risolvere la questione sicurezza. L’unica speranza è che il prossimo governo inverta questa tendenza al lassismo ed alla soggezione nei confronti degli immigrati, che chiuda all’immigrazione selvaggia, che usi il pugno di ferro coi delinquenti.

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