AGSM Aim: Vicenza chiede più assunzioni. Oppure la quotazione in Borsa

Da Vicenza parte una provocazione: quotare in Borsa la multiutility Agsm Aim (nella foto il nuovo CDA appena insediatosi) per “sottrarre, pur mantenendo il controllo pubblico, le nomine aziendali a criteri di appartenenza politica restituendo invece a competenza e capacità il primo criterio guida nelle scelte, in un sistema trasparente che obbliga di fatto a scegliere per il meglio”.

L’appello arriva dal consigliere comunale Raffaele Colombara di “Per una grande Vicenza”, una lista vicina all’ex terzo polo formata da ex Pd che ha appoggiato la corsa dell’attuale sindaco berico Giacomo Possamai.

I sindacati stoppano subito l’operazione: “E’ falso pensare – si legge invece nella nota dei vertici locali della Cgil – che la quotazione sia la risoluzione di tutti “i mali”. In altre esperienze, che abbiamo già vissuto, sappiamo che porta malessere fra i dipendenti e un abbassamento del servizio in favore della logica del profitto”.

AGSM Aim, i soci vogliono un piano industriale efficace

Tutti d’accordo invece su una cosa: si lavori ad un piano industriale efficace ed efficiente, quello attuale ormai fa acqua, che valorizzi il territorio vicentino. Il Comune di Vicenza è infatti il secondo socio della società dei servizi da oltre 2 miliardi di ricavi col 38%, ma i rappresentanti del territorio rivendicano più spazio e assunzioni.

 “Non siamo mai stati così sprovveduti da credere alla mirabolante promessa di 600 nuove assunzioni su Vicenza formulata dall’Amministratore unico di Aim Vivian alla vigilia della fusione con Verona – ricorda Colombara in una interrogazione – chiediamo tuttavia di conoscere per il prossimo triennio, quali politiche di assunzioni sono pensate per la sede di Vicenza e per le attività che qui hanno sede. Le condizioni attuali non sono ordinarie: è bene che i sindaci di Verona e Vicenza siano pienamente consapevoli di queste istanze e attuino in definitiva le azioni necessarie per mettere il Gruppo al riparo da situazioni di litigiosità tra soci”.

“Su una cosa siamo d’accordo nella presa di posizione del consigliere comunale vicentino Raffaele Colombara: si lavori ad un piano industriale efficace ed efficiente, che valorizzi il territorio vicentino, sia sul personale, sia sui servizi. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”, avvertono Giancarlo Puggioni, segretario generale Cgil Vicenza, Giulia Miglioranza, che guida Fp Cgial Vicenza, e Giuliano Ezzelini Storti, leader Filctgem Cgil Vicenza.

agsm aim

Certo, una quotazione di minoranza permetterebbe di incamerare nuove risorse buone per acquisizioni e investimenti per migliorare l’efficienza della società che nel 2023 ha segnato 2.04 miliardi di ricavi, 157 Milioni di Ebitda, 29 di utile netto e una posizione finanziaria netta di 370 milioni di euro, in netto miglioramento.

Dati buoni, ma “lontani da quelli previsti dal piano industriale al 2024: oltre 180 milioni di euro (+70%); utili di Gruppo: ca. 60 milioni di euro (x2 in arco piano); 600 milioni di euro di investimenti; numerose e qualificate assunzioni, con il Gruppo che confermava l’ambizione di svolgere un ruolo di leadership nel settore delle multiutility, in qualità di polo aggregante, in particolar modo nel Nordest”, ricorda Colombara.

Che sottolinea: “la quotazione in Borsa può portare anche la possibilità di “coinvolgere anche il personale dipendente e i cittadini nell’azionariato, valorizzando il management, diventare attrattivi anche per altre società di proprietà di enti locali che vedrebbero nel concambio con azioni “liquide” in quanto liberamente cedibili sul mercato, un modello di assoluto interesse, e. migliorare anche per i giovani l’attrattività di una società che è stata negli ultimi tre anni soggetta a turbative e scontri politici inaccettabili che ponevano la fedeltà alle correnti politiche come requisito fondamentale e non il merito”.

AGSM Aim, ai Comuni dalla Borsa nuove risorse per le città

 In più per Colombara la Borsa sarebbe un affare anche per i Comuni soci, sempre a caccia di nuove risorse: “Stando a una stima grossolana ma attendibile, ai numeri di oggi e ai multipli attuali la società capitalizzerebbe circa 600 milioni, ma che con un leggero miglioramento di Ebitda e di Pfn si potrebbero raggiungere anche 700/800 milioni di capitalizzazione, con ciò garantendo al Comune di Vicenza e a quello di Verona, anche attraverso riduzioni relativamente modeste della propria quota, capitali fondamentali per migliorare le condizioni delle nostre città”.

 Ma forse potrebbe essere un passo troppo lungo da fare prima di quello che potrebbe essere il vero obiettivo della nuova dirigenza di Agsm Aim: l’alleanza con altri gruppi come Dolomiti Energia o Alperia, oppure la trevigiana Ascopiave.

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