Il 40% scopre per caso di avere l’Aids e il 20% non lo comunica per vergogna o per paura del giudizio della gente. Il che è un ostacolo alla cura ed un modo per diffondere l’Hiv che provoca una malattia grave, anche se con le terapie antiretrovirali di oggi non fa più né la paura né i morti di qualche decennio fa e, se seguite con regolarità fanno scomparire l’Hiv dal sangue e così l’Aids non è più trasmissibile.

Il 1°dicembre è stata la giornata internazionale contro l’Aids. Con l’occasione il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno diffuso dati sulle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2022. 

Dal 2012 i dati sulla sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv hanno una copertura nazionale. Nel 2022, sono state effettuate 1.888 nuove diagnosi di infezione da Hiv pari a 3,2 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza osservata in Italia è inferiore rispetto all’incidenza media osservata tra i Paesi dell’Europa occidentale e dell’Unione Europea (5,1 nuove diagnosi per 100.000 residenti).

Aids. Il 40% scopre di averlo per caso

Nel periodo 2012- 2022 si osserva una diminuzione delle diagnosi per tutte le modalità di trasmissione. Nel 2022, la proporzione di nuovi casi attribuibile a trasmissione eterosessuale era 43% (25,1% maschi e 17,9% femmine), quella in maschi che fanno sesso con maschi 40,9% e quella attribuibile a persone che usano sostanze stupefacenti 4,3%. Il Registro Nazionale Aids, attivo dal 1982, nel 2022 ha registrato 403 nuove diagnosi di Aids, pari a un’incidenza di 0,7 casi per 100.000 residenti. Nel 2022, tra le nuove diagnosi di Aids, l’84% riguardava persone che avevano scoperto di essere HIV positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di Aids.

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