(di Marco Danieli) Nel cuore del rinato Teatro Ristori, dove la musica e l’arte si intrecciano in un connubio straordinario, abbiamo avuto l’onore di incontrare Alberto Martini, il direttore artistico che ha guidato questa istituzione con passione e dedizione negli ultimi sette anni.

Un vero e proprio “uomo della musica,” come egli stesso si definisce, il Maestro Martini ha condiviso con noi la sua straordinaria storia d’amore con la musica sin dall’infanzia, un’esperienza che ha plasmato la sua vita fin da quando era un bambino con sogni e aspirazioni.

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Maestro, lei ci è nato con la musica…ha sempre avuto chiara questa vocazione? Cosa desiderava Alberto Martini bambino?

Più che una vocazione è stato l’istinto che mi ha portato verso la musica, visto che fin da quando aveva due o tre anni, a detta dei miei genitori, avevo mostrato questa inclinazione. Poi attorno ai dieci anni c’è stato l’inizio serio dello studio della musica, verso la quale sono state improntate tutte le scelte della mia vita. A cominciare da quando ho dovuto scegliere fra il calcio e la musica.”

Quand’ero ragazzo – spiega il maestro Martini – avevo una grande passione per il calcio, ma contemporaneamente frequentavo il liceo classico, il Conservatorio, dove studiavo violino e  giocavo a calcio. Ed anche bene. Solo che ad un certo punto è diventato difficile seguire sia gli studi musicali che gli allenamenti nelle squadre giovanili.”

Così, – conclude molto tranquillamente ho scelto la musica e noi sono dedicato al violino, un strumento molto difficile e delicato, ma che dà anche grandi soddisfazioni perché è quello che più si avvicina alla voce umana.”

Dal 2016, quindi da 7 anni, lei è la guida artistica del Ristori. Come ha visto crescere il teatro in questo tempo? Quale scelte musicali ha messo in campo?

Il Teatro Ristori è la mia prima casa. Praticante vivo qua. E lo faccio con gioia ed impegno. E sono molto grato al professor Mazzucco, Presidente della Fondazione Cariverona che in ha fatto l’onore di propormi la direzione, cosa che ho accettato con grande entusiasmo. L’obiettivo che c’eravamo dati era che il Ristori acquisisse una sua identità. Ci siamo riusciti ed ora stiamo curandone lo sviluppo.”

Date memorabili che ha vissuto qui al Ristori?

Ce ne sono molte. Vorrei ricordare il concerto dei Dodici violoncelli della Filarmonica di Berlino, la ‘Juditha triumphans’ di Vivaldi e molte altre. Ma ricordo con emozione quando durante la pandemia ci hanno dato la possibilità di aprire il Teatro al pubblico. Una sorta di liberazione dal Covid.

Altro evento molto bello – spiega Martini – è stato quando abbiamo messo in scena ’Alice in the Wonderland” con una compagnia ucraina, quand’era appena scoppiata la guerra e loro non riuscivano a tornare in patria.” 

Lei è anche direttore artistico e primo violino dei Virtuosi Italiani. Che dimensione trova ogni volta che si esibisce?

Sono emozioni diverse ogni volta, perché cambiano le situazioni e il pubblico e suonando dal vivo può succedere qualsiasi cosa. E’ questo il bello del concerto dal vivo che è uno spettacolo unico e irripetibile“.

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Maestro può farci un cenno sulla nuova stagione artistica che parte giovedì nel segno del jazz? 

La stagione inizierà mercoledì 14 settembre con un concerto jazz, con un’icona internazionale, il batterista Steve Gadd. Poi seguiranno altri nomi molto importanti. In nostro intento è di dare un’offerta trasversale, per cui ci saranno anche delle serate di danza e di circo-danza.

Teatro Ristori Stagione Artistica 2023 2024

Avremo poi uno spettacolo dedicato al mito di Marylin Monroe “Efetto Marylin” ed una proposta di dimensione internazionale.

Importante il nostro fiore all’occhiello che è il ‘Ristori Baroque Festival’, ed altri spettacoli con Paolo Fresu, l’Accademia Bizantina, delle serate dedicate alle famiglie ed ai ragazzi e a dicembre la rappresentazione dello spettacolo di danza tipico del periodo natalizio che è ‘Lo schiaccianoci’. “

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Nel futuro del maestro Martini cosa c’è? Nella rosa dei nuovi possibili direttori artistici di Fondazione Arena spesso spunta il suo nome…

Questo è un argomento spinoso. Io sto bene qui e sono onorato del ruolo che ricopro, sia come musicista che come operatore.”

Amo il mio lavoro,- conclude il maestro Martini – ho un contratto di altri due anni. Sono a disposizione, perché amo lavorare per la musica, che è anche lo strumento per combattere il degrado che, vedendo quello che accade in Italia, oggi colpisce la nostra gioventù. Le istituzioni dovrebbero fare di tutto per avvicinare i giovani alla musica. E noi stiamo facendo di tutto per portarla ai giovani“.