All’ex Agenzia delle Entrate arrivano i privati e la destinazione residenziale

Una volta ci pagavamo le tasse, poi è diventata una scuola professionale e oggi di prepara ad un futuro residenziale. Il compound dell’Agenzia delle Entrate in Lungadige Capuleti cambia nuovamente vita. Grazie ad una paginetta di osservazioni alla Variante 29 del Piano degli Interventi. Sottolinea Michele Bertucco: «Incredibile ma vero, è quanto sta accadendo nei corridoi di palazzo Barbieri dove due società, la Setha Italia Srl con sede a Milano e Progeca Strl con sede a Verona hanno siglato un preliminare di acquisto con il privato che nel 2002 rilevò il complesso immobiliare dal demanio nell’ambito di una partita di cartolarizzazioni. Ora le due società chiedono al Comune di correggere la destinazione urbanistica da “Aree a servizi” a “Residenziale”. Tanto, dicono, il centro storico pullula di standard urbanistici (verde, parcheggi ecc.).

La cosa curiosa – aggiunge il consigliere comunale – è che l’area non ha assolutamente nulla a che vedere con la Variante 29. L’aspetto tragico, invece, è che l’amministrazione risulta orientata ad accogliere l’osservazione creando così, su due piedi, un nuovo grande polo residenziale in centro storico.

Quello che chiediamo è un minimo di serietà: gli ex uffici pubblici dismessi possono essere convertiti in altre funzioni ma con un minimo di confronto e di analisi. Bisogna prima capire cosa si può fare in quel determinato luogo e che cosa serve alla città. Serve un percorso autonomo e approfondito e non due righe inserite a margine di un provvedimento che parla di tutt’altro. Non può funzionare che il Comune dica distrattamente di sì ad una modifica del tutto interessata che arriva nel bel mezzo di una compravendita immobiliare. Questa è la continuazione dell’urbanistica à la carte  di Tosi e Sboarina con i quali qualsiasi privato fa i propri interessi a prescindere dall’interesse pubblico. Vale la pena di osservare che se il sottoscritto non avesse chiesto e fatto domande, il Consiglio comunale si sarebbe trovato davanti al fatto compiuto».

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