Anche una “promenade” al Teatro Romano fra le ipotesi compensative del Marriott all’ex CariVerona

Svolta per la viabilità in zona Teatro Romano e per la valorizzazione di tutta l’area a nord dell’Adige, dal Museo Archeologico al colle che porta a Castel San Pietro.

Lo studio con le diverse proposte progettuali, che potrebbero risolvere la questione viabilistica, rientra nelle opere compensative previste per il recupero del cosiddetto Quadrilatero, gli immobili di proprietà di Patrizia immobiliare delimitati dalle vie Garibaldi, Emilei, San Mamaso e Sant’Egidio. Qui la richiesta è di realizzare l’albergo della catena alberghiera Marriott Internazional, multinazionale americana che gestisce hotel di alto livello in tutto il mondo, facendo del lusso e dell’esclusività dei servizi i suoi punti di forza.

Il compound ex sede centrale della Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona

Contestualmente al cambio di destinazione d’uso degli immobili interessati al progetto, la giunta ha approvato, quali opera compensativa del valore di circa 2 milioni 100 mila euro, lo studio per dare una soluzione alla criticità viabilistiche in zona Teatro Romano e per includere l’area nel circuito turistico, rendendola ancora più attrattiva attraverso un assetto funzionale e sicuro.

La conformità della zona e delle infrastrutture presenti, rende quello tra Ponte Pietra, Santo Stefano e Porta San Giorgio, uno dei nodi viabilistici più problematici, in particolare in presenza dei turisti e degli spettacoli estivi al teatro. Tra le criticità già note, ci sono il traffico automobilistico sul lungadige, le difficoltà all’ingresso del Museo Archeologico e alla biglietteria del Teatro Romano, l’occlusione visiva delle rovine del Teatro nonché la mancanza di connessione diretta tra città e collina.

A ciò si aggiunge l’esiguità dell’area pedonale, caratterizzata da un marciapiede molto stretto sia sul lato del teatro che sul lato del fiume.

Lo studio, redatto dal Polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano individua quattro diverse soluzioni, di impatto diverso ma tutte con ricadute positive per la fruizione dell’area.

La zona presa in considerazione è quella all’incrocio tra Ponte Pietra, il lungadige e via Santo Stefano. Le due soluzioni meno invasive prevedono la realizzazione di una passerella sopraelevata o sottostante all’attuale incrocio semaforico, riservata ai pedoni. La strada sarebbe così ad uso solo delle autovetture, il cui passaggio sarebbe fluidificato dall’eliminazione del semaforo.

La terza ipotesi prevede invece l’allargamento della carreggiata sfruttando la parte di teatro che oggi è schermata; l’ultima e più complessa, ambisce a creare un sottopasso viabilistico dai Giardini della Giarina a Santo Stefano che levando le auto permetterebbe la creazione di una ‘promenade’, come una grande piazza che azzererebbe le cesure tra il centro storico e il Teatro Romano.

Per ciascuna proposta saranno effettuati specifici approfondimenti con il ricorso dell’archeologia preventiva e il supporto della Soprintendenza.

In parallelo, si studia la fattibilità di realizzare una rotatoria a Porta San Giorgio, eliminando l’attuale intersezione semaforica. Un’alternativa che, sommata a quella del Teatro Romano, consentirebbe di rendere il traffico più fluido e scorrevole in tutte le direzioni. Il Comune ha già avviato una procedura aperta per individuare il progettista ed assegnare l’incarico.

Le novità sono state illustrate oggi dall’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala, insieme agli assessori al Traffico Luca Zanotto e al Turismo Francesca Toffali.

“Con lo Sblocca Italia per il cambio di destinazione del comparto Garibaldi 1, la giunta ha approvato quale opera compensativa lo studio per la valorizzazione della parte a nord dell’Adige, le cui criticità sono note da tempo – ha detto Segala-. Tutte le ipotesi individuate avranno notevoli benedici per la viabilità della zona ma anche per la fruizione del Teatro Romano e la sua valorizzazione, oltre che per rendere più funzionali i servizi di biglietteria e l’ingresso al Museo Archeologico. Quanto al compendio in centro storico, il progetto definitivo prevede la realizzazione di un albergo di lusso di circa 11 mila metri quadrati. Ora il documento va all’esame della commissione competente e poi in Consiglio comunale”.

“Approfondiamo tutte le opportunità per risolvere definitivamente i problemi viabilistici di questa zona – ha detto Zanotto-. Tra le ipotesi sul tavolo ci è l’eliminazione sia del semaforo tra Ponte Pietra e via Santo Stefano, sia quello all’incrocio di Porta San Giorgio, nodo questo in cui confluiscono sia le auto da e per Borgo Trento, sia quelle di Valdonega e Torricelle. Alleggerire il flusso da qui avrebbe vantaggi positivi per tutta la viabilità circostante. L’attenzione al traffico è massima anche per quanto riguarda l’eventuale portata del nuovo albergo, che sarà organizzato in modo da far arrivare i clienti non con mezzo proprio”.

“L’arrivo di un hotel targato Marriott significa inserire la città in un nuovo flusso turistico, quello legato al lusso – ha aggiunto Toffali-. Un settore in aumento in Italia, con stime che vedranno i 350 milioni turisti del lusso registrati nel 2019 salire a quote di 450 milioni nei prossimi anni. Parliamo di visitatori che pagano in media 750 euro a notte e che il 75 per cento dei soldi che spendono per il soggiorno è riservato per acquistare brand locali e per la ristorazione. E’ una nicchia turistica da seguire e perseguire, che rappresenta un altro settore da incentivare per aumentare sempre di più i flussi di incoming, insieme agli altri che stiamo già perseguendo”.

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