C’è un’importante evoluzione nella riassetto del sistema di raccolta dei rifiuti nella nostra provincia. La decisione del Comune di Verona di far tornare Amia in-house comporta il rischio per i 58 comuni che si avvalgono per lo smaltimento dei rifiuti del servizio di Serit, partecipata di Amia, di rimanere scoperti perché il contratto in essere scade il 31 dicembre e non è più possibile prorogarlo. Le soluzioni prospettate alla assemblea di giovedì 23 dicembre sono state due. 

La prima è l’acquisizione in-house di Serit da parte di tutti e 58 i comuni che costituiscono il Bacino Verona Nord. Una soluzione che però implica tempi lunghi e ormai di difficile attuazione dopo che la prima valutazione proposta ai Comuni di Serit per oltre 11 milioni è stata giudicata irricevibile. 

La seconda è quella proposta da 20 dei 58 comuni del Bacino Verona Nord, tutti del lago o adiacenti, e quindi appartenenti ad un’area omogenea, di utilizzare l’Azienda Gardesana Servizi (Ags), già abilitata a svolgere il servizio di raccolta rifiuti, che potrebbe anche garantire i posti di lavoro attualmente impiegati da Serit.

L’assemblea dei 58 comuni del Bacino Verona Nord ha respinto la proposta di una gara ponte per i prossimi due anni per il servizio di igiene ambientale, ed ha dato il via libera invece a due società in house: Ags per i 20 comuni di riferimento più una nuova società per i rimanenti 38 comuni del bacino Verona Nord. Il riassetto attraverso le due newco comporterebbe però anche il riassetto degli incarichi di governo del bacino, così da evitare che le figure di controllore e controllato rientrino nella stessa persona.

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