Bertucco sul bilancio 2022-2024: una manovra drogata, dal fiato corto…

Sul bilancio approvato dal Consiglio Comunale interviene Michele Bertucco, di Sinistra in Comune. Spiega: « E’ evidente, anche dai metodi usati per cercare di chiuderlo in fretta e furia, che il bilancio di previsione 2022-2024 è una manovra prettamente elettorale. Prima lo approvano e prima cominciano a spendere i soldi per le asfaltature di fine mandato. Le criticità relative alla documentazione allegata al provvedimento per l’aumento della Tari sono state liquidate sostenendo che non si trattava di materiale essenziale. Ai consiglieri sono state date solo 24 ore di tempo per prendere visione di tutta la corposa documentazione. La proposta di bilancio manca di intervenire sull’argomento principale degli ultimi mesi: l’inflazione montante. A mia precisa richiesta gli uffici hanno confermato che i fondi per il sociale rimangano invariati e che non è prevista alcuna misura specifica contro il caro bollette, diversamente da quanto raccontato dal Sindaco che proponeva di destinare una parte degli utili Agsm (1,5 milioni) per affrontare il problema dell’impennata del costo della vita. Amia si avvia a chiudere l’esercizio 2021 con una perdita di circa 700 mila euro, a conferma delle difficoltà mai affrontate e rimaste irrisolte. Quello che conta – aggiunge Bertucco – , per questa amministrazione, è mettersi in saccoccia i 20 milioni di utili Agsm Aim e i soldi delle multe, e di definire la spartizione delle poltrone tra Lega, Fratelli d’Italia e Verona Domani. La nostra manovra emendativa tenterà di correggere questo bilancio drogato dal respiro cortissimo, che non guarda avanti più di qualche mese.

Torneremo a chiedere l’innalzamento da 10 a 15 mila euro di reddito Isee della soglia di esenzione per l’addizionale comunale Irpef, ferma da molti anni al massimo della tassazione consentita. Torneremo a chiedere misure per stimolare la raccolta differenziata, da cui dipende in buona misura la Tari, tariffa sui rifiuti che da quest’anno cresce di 1,6 milioni di euro. Le 126 tra enti e aziende partecipate – conclude Michele Bertucco – sono diventate un poltronificio per politici in disgrazia. Questo non è più accettabile soprattutto di fronte agli sforzi che sempre più cittadini devono fare per arrivare alla fine del mese».

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