Sono state bloccate le progressioni economiche orizzontali (fasce) per 164 lavoratrici e lavoratori dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona. “Un’occasione persa -sostiene amareggiato il segretario generale della Uil Fpl di Verona Stefano Gottardi-.In questo contesto maledettamente negativo sarebbe ora di smetterla di minacciare l’azienda e perpetrare azioni di contrasto che finiscono per danneggiare il personale”.
“Le progressioni economiche orizzontali – spiega il responsabile Terzo Settore
UIL FPL Antonio Imbriani – sono l’ultimo obiettivo che ci eravamo posti, in questa prima fase iniziata nel 2019, per riportare la trattativa sindacale alla normalità; un riconoscimento per 164 lavoratrici e lavoratori che non l’hanno mai ottenuta nella loro carriera lavorativa: in particolare 2 ausiliari; 111 operatori sociosanitari, amministrativi; 37 infermieri, fisioterapisti, educatrici, logopedisti, amministrativi; 14 psicologi, assistenti sociali, coordinatori. Un atto di giustizia!”


“Con la pre-intesa che abbiamo firmato al tavolo di trattativa,- continua Gottardi- l’approvazione da parte del Collegio dei revisori e il preventivo consenso del CDA, eravamo pronti alla sottoscrizione definitiva dell’accordo ma l’attivazione dello stato di agitazione con minaccia di sciopero da parte di chi non lo vuole ha indotto il CDA uscente a non prendersi la responsabilità di procedere”.

“Possiamo a questo punto sostenere – sottolinea Imbriani- che è un miracolo che sia stato pagato il premio produttività con una media di 1.000 euro a testa, fino a un massimo di 1.138 euro, grazie all’accordo che abbiamo siglato come UIL FPL insieme agli RSU UIL FPL e UGL (gli altri RSU erano autosospesi per solidarietà alla coordinatrice che ha subito una condanna a seguito di un procedimento disciplinare). Ora attendiamo l’incontro con il nuovo Presidente e il CDA con lo stesso obiettivo: corrette relazioni sindacali, rispetto delle regole e atteggiamento propositivo nell’ottica di ottenere i migliori risultati possibili in favore del personale e diminuire lo stato di tensione ancora attivo”.
“Per questo Ente, come per gli altri della stessa natura, si profila un futuro incerto: la difficoltà di reperimento del personale specializzato, il COVID che ancora incombe sui pazienti fragili e il personale esausto, i costi energetici in aumento.
Dopo oltre dieci anni di scontri continui – conclude Stefano Gottardi- serve un cambio di rotta! Spiegheremo le nostre posizioni con un’assemblea in videoconferenza il 24 ottobre alle 20,30 al link https://meet.google.com/aoh-wzap-zhe