Buster Basket, tempo di bilancio per la prima associazione di basket dilettantistico di Verona

(di Matteo Zanon) Una serata per festeggiare la grande realtà veronese del Buster Basket. E’ quello che è avvenuto ieri sera all’Hotel Villa Malaspina di Castel D’Azzano. A guidare la serata, moderata da Elisa Tagliani, oltre al presidente della società Sandro Bordato e alla direttrice Nicoletta Caselin era presente l’ospite d’eccezione Stefano Michelini, allenatore e responsabile delle giovanili della Scuola Basket Ferrara oltrechè commentatore per Rai Sport (nella foto, al centro fra Nicoletta Caselin e Elisa Tagliani).

A fare i saluti di casa ci ha pensato il presidente Bordato che ha raccontato i suoi inizi alla guida della società: “Sono entrato a far parte del Buster circa 20 anni fa e per me il basket era qualcosa di sconosciuto. Ho accettato dicendo che una cosa la sapevo fare, organizzare. Abbiamo cominciato a lavorare per obiettivi di squadra costruendo questa società con un metodo basato su volontariato e passione ma con un minimo di progetto. Questo ci ha fatto crescere, ha fatto crescere questa realtà nella logica della collaborazione e nella condivisione di valori e obiettivi”. Ha concluso: “Sono orgoglioso di essere presidente di questa società e devo dire un grande grazie a chi ci lavora con un impegno straordinario”.

A ruota sono intervenuti, per portare i saluti istituzionali, il sindaco di Castel D’Azzano, Antonello Panuccio, l’assessore allo sport Alberto Comper e la sindaca, Roberta Tedeschi di Povegliano che, coinvolti direttamente nella realtà del Buster grazie alle strutture usate dalla società nei due comuni, hanno ribadito la massima collaborazione nei confronti della società e nella promozione dello sport giovanile. Per il Comune di Verona, l’assessora Elisa La Paglia.

Parlando di sport giovanile, la moderatrice ha chiamato in causa Michelini che, dall’alto della sua esperienza, ha ribadito il ruolo fondamentale dello sport nella crescita psicofisica dei giovani: “Non possiamo pensare di rapportarci con loro come si faceva una volta. Una  volta i giovani avevano poche cose e cercavano tramite lo sport di raggiungere i propri sogni. Gli istruttori e i dirigenti erano coloro che davano la tecnica e gli strumenti per raggiungere questi obiettivi. Oggi, i ragazzi sono ipertecnici e  purtroppo spesso anaffettivi e devono trovare davanti a loro dirigenti e istruttori empatici, che aprano le braccia davanti a loro e che sappiano accoglierli tramandando i valori veri della vita, permettendogli di uscire dalla vita virtuale e facendogli toccare con mano i piaceri, le gioie e i dolori di una vita sportiva”. Per Michelini, l’attività degli allenatori e dei dirigenti deve diventare il loro “influencer”, un’insieme di valori reali positivi, non virtuali, della vita.

Con il responsabile tecnico del settore giovanile Alessandro Bovo, si è entrati nel vivo della realtà cestistica del Buster. Suddivisa il 4 grandi realtà – la Pallacanestro Buster con la squadra di serie D, la Buster Basket con le squadre giovanili, il Mini Buster rivolto ai bambini con età dai 6 agli 11 anni, l’Unika Basket, con la squadra femminile e Buster Ability con la nuova squadra di basket integrato – annovera 21 squadre che partecipano ai vari campionati FIP e CSI per un totale di 650 praticanti seguiti da 10 istruttori minibasket e 13 allenatori. Una grande realtà che ha permesso di diventare la prima associazione di basket dilettantistico di Verona.

Nella seconda parte è intervenuta la direttrice Nicoletta Caselin che ha spiegato il progetto Basket Ability: “Era la parte che ci mancava. Ci siamo interrogati su chi rimaneva fuori perchè sappiamo che lo sport è anche questo, se ce la fai bene altrimenti ti lascia fuori. Abbiamo cercato di creare dei contesti che permettessero a una grande fetta di persone di partecipare”. Il primo, “Baskettando insieme” avviato in collaborazione con l’associazione “Continuando a Crescere” che segue ragazzi con l’autismo: “Ci siamo chiesti come portare in palestra questi ragazzi. E’ un progetto molto interessante che ha coinvolto il liceo sociale del Montanari e consente agli studenti di toccano con mano quello che stanno studiando sui libri”. Raffaella Fornaseri, psicologa, è intervenuta per raccontare questo progetto e quando esso possa incidere sulla crescita dei ragazzi coinvolti.

Il secondo “Baskettando s’impara” è un doposcuola dove tre bambini con difficoltà svolgono attività inclusiva. Il terzo, ma non meno importante, è il Baskin: “E’ nato l’anno scorso solamente con degli allenamenti coinvolgendo oltre ai ragazzi con disabilità anche i ragazzi del nostro settore giovanile. Ha funzionato e l’abbiamo affrontato in maniera strutturale e infatti abbiamo un allenatore e un dirigente. Stiamo seguendo un percorso e quest’anno affronteremo il campionato di baskin”. Caselin ha sottolineato il bisogno concreto di avere un mezzo che possa permettere gli spostamenti e le trasferte alla squadra.

L’ultimo progetto “Canestro sospeso” è il fiore all’occhiello della società: “E’ il nostro orgoglio. E’ un progetto che abbiamo pensato e poi creato. Non è il basket gratuito per un po’ di bambini che ne hanno bisogno. E’ qualcosa di diverso, una responsabilità condivisa sulla povertà educativa che è sia economica e sia culturale e che tocca altri vari aspetti. Coinvolge tante persone come la responsabile dei servizi sociali di Verona che non ha esitato a dirci di sì che coordina una cinquantina di assistenti sociali che hanno sotto la loro guida 3000 minori. Io come coordinatrice, seguo una ventina di istruttori e allenatori che svolgono l’attività sul campo”. Caselin porta a conoscenza il caso di un ragazzo in difficoltà emotiva che con l’aiuto di questo progetto è riuscito a rivedere la luce e tornare a sorridere. Caselin conclude sottolineando gli attestati di stima di tante persone e aziende che hanno voluto contribuire fattivamente all’avvio e alla crescita di questo progetto.

In conclusione sono stati chiamati i membri del direttivo (Sandro Bordato, Alessandro Bandiera, Riccardo Natale e Alessandra Corsi) che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni e si è riflettuto sull’importanza degli sponsor per una realtà così ampia come Buster. Proprio gli sponsor sono stati omaggiati con un pensiero dai dirigenti e ringraziati per la loro disponibilità e il loro sostegno a questa realtà.

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