Campagne riarse da caldo e siccità salvate dall’irrigazione. Ma in Veneto il 95% delle risorse idriche si perde nel mare

Per l’agricoltura il 2022 si avvia a passare alla storia come un anno molto difficile, con le campagne riarse – per colpa del caldo record e di una conseguente drammatica siccità – salvate solo dall’irrigazione. Così in occasione dei cento anni dalla nascita della bonifica Zerpana ad Arcole si è celebrata una giornata dedicata alla gestione dell’acqua, culminata con l’inaugurazione del “Casello n. 1” risalente al 1921. E’ stata anche l’occasione per il Consorzio Alta Pianura Veneta e il Consorzio di Bonifica LEB per fare il punto sul sistema della bonifica moderna coinvolgendo famiglie, operatori agricoli e istituzioni.

Due Consorzi diversi ma complementari. Il Consorzio di Bonifica LEB è di secondo grado perché i suoi contribuenti diretti sono i Consorzi bonifica elementari che lo costituiscono, tra cui appunto il Consorzio di Bonifica Alta Pianura veneta. il LEB fornisce infatti la risorsa idrica che preleva dall’Adige a Belfiore, attraverso il canale lungo 48 chilometri, ai tre Consorzi di primo livello: Adige-Euganeo (con sede a Este), Bacchiglione (con sede a Padova) e Alta Pianura Veneta (con sede a San Bonifacio). Quest’ultimo gestisce 1700 chilometri di canali in un territorio esteso tra le provincie di Verona, Vicenza e Padova, 96 Comuni e poco meno di 200 mila ettari.

Il focus sulla stagione irrigua 2022 si è tenuto durante il convegno “L’Acqua bene prezioso per la collettività. Uno sguardo al futuro”. Sono intervenuti, con il dg del Consorzio Alta Pianura Veneta Helga Fazion, il presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta Silvio Parise, il presidente del Consorzio di Bonifica di II grado LEB Moreno Cavazza e il presidente della Consulta dei Sindaci Eugenio Gonzato. Presente Manuel Scalzotto, presidente della Provincia di Verona e sindaco di Cologna Veneta.

L’inaugurazione del restaurato “Casello n. 1” della Bonifica Zerpana, opera idraulica risalente al 1921

Nel corso del 2022, complice la scarsità delle precipitazioni sia nella stagione invernale che in quella estiva, il Consorzio Alta Pianura Veneta ha fornito con regolarità acqua per l’irrigazione, garantendo il fabbisogno delle aziende agricole. Si tratta di 37.224 ettari di cui 3559 ettari serviti da impianti irrigui a pioggia e a goccia, 1.124 ettari irrigati “a scorrimento” e 32.541 ettari serviti da irrigazione di soccorso sull’intero Comprensorio. Gli impianti per l’irrigazione dell’area Ovest sono 43: 11 pozzi con prelievo in falda, 8 impianti di sollevamento da prelievi superficiali e 24 rilanci in impianto a pressione.

Il Consorzio LEB è al servizio di un comprensorio vastissimo della Pianura Veneta e costituisce la principale opera regionale e una tra le più importanti a livello nazionale. Oggi ha avviato un progetto di ricerca e sperimentazione irrigua per la mappatura delle criticità e individuare soluzioni sostenibili nella gestione della risorsa idrica. Pur in una stagione estremamente critica sono stati distribuiti circa 340 milioni di metri cubi di acqua per fini ambientali e irrigui, di cui 68 milioni nel comprensorio gestito dal Consorzio Alta Pianura Veneta. L’attività di ricerca, svolta con l’utilizzo di droni e sistemi di rilevazione satellitare, analizza le caratteristiche dei suoli e prospetta in un futuro scenario di crisi idrica le strategie per sopperire alla carenza di acqua.

In alcune aziende agricole pilota sono state scattate circa 20 mila fotografie che hanno mostrato un aumento del rischio di siccità durante la stagione irrigua per il comprensorio, insieme all’incremento dello stress vegetativo. Purtroppo eventi estremi come la siccità non sono più un’emergenza ma una realtà sempre più frequente. Le soluzioni devono essere strutturali e richiedono pianificazione e investimenti. La via per far fronte alla siccità è un piano finalizzato a mantenere più acqua nei territori, visto che oggi in Veneto solo il 5% di acqua piovana viene trattenuto e il resto va in mare.

Al termine del Convegno si è tenuta l’inaugurazione del “Casello n. 1” della Bonifica Zerpana, edificio di rilevanza storica e idraulica risalente al 1921. La bonifica fu fondamentale per strappare dal secolare impaludamento i territori compresi tra l’Adige e l’Alpone, che oggi sono una zona di eccellenza produttiva. Il manufatto è l’infrastruttura di maggior importanza della Zerpana: ai suoi lati furono eretti due fabbricati per ospitare i custodi e per la manovra delle grandi paratoie metalliche. La ristrutturazione del Casello, oggi parte del centro operativo e logistico dell’area ovest del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, è durata tre mesi e ha visto il completo restauro della facciata esterna.

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