Cent’anni di Pasolini, tormentata coscienza critica d’Italia: domani al Nuovo per le ultime Conversazioni da Giulietta

Nell’ambito di Conversazioni da Giulietta II, domani 14 aprile alle 18 in programma l’ultimo dei cinque eventi nel Piccolo Teatro di Giulietta. Sarà un incontro-spettacolo per celebrare Pier Paolo Pasolini nel centenario della nascita. A condurlo, con letture di Rossana Valier, sarà Silvia De Laude, che presenterà i due recenti numeri monografici della rivista Engramma dedicati a Pasolini, titolati “Vedere, Pasolini”.

Silvia De Laude, grande esperta di Pier Paolo Pasolini e curatrice con Walter Siti delle edizioni delle opere di Pasolini per i Meridiani Mondadori, è docente universitaria dopo essersi laureata a Pavia e perfezionata alla Normale di Pisa. Domani presenterà i due recenti numeri di Engramma: Vedere, Pasolini e Il medioevo secondo Pasolini.

Il primo ha l’intento di evidenziarne la grande acuità visiva che va dall’esattezza lancinante, visionaria delle descrizioni saggistiche alle stagioni visuali del cinema, dove Pasolini s’impegnò con grande convinzione. Il secondo vuole far luce sulle articolate implicazioni tematiche, linguistiche e poetiche e sulle forme di appropriazione e di riformulazione di Pasolini di modelli letterari relativi alla tradizione medievale, dominata da Dante, Petrarca, Boccaccio, Giotto o Cimabue.

Nel corso dell’incontro Rossana Valier darà voce al percorso poetico di Pasolini: partendo dalle prime liriche in friulano, lette in lingua originale, arriverà ai grandi componimenti della maturità assurti a pietre miliari della poesia del Novecento. Poeta, scrittore, pittore, drammaturgo, saggista, polemista e regista cinematografico, Pasolini fu soprattutto il “vero grande poeta del popolo, buono fino al tormento e a distruggersi con le sue mani”, come lo definì David Maria Turoldo nella toccante omelia pronunciata il giorno del funerale. Tutti i mezzi espressivi e artistici gli furono congeniali per esprimere quella che egli definiva la sua “disperata vitalità”. Artista e intellettuale, ma soprattutto personaggio scomodo, Pasolini fu una delle menti più brillanti del Novecento italiano, coscienza critica del Paese, cattolico senza chiesa, comunista senza partito.

Posti limitati (ingresso 5 euro), si consiglia la prenotazione alla mail segreteria@teatrostabileverona.it o telefonando allo 045 8006100. Biglietti in vendita alla biglietteria del Nuovo. Per l’accesso è necessario il Super Green Pass e all’interno del teatro va indossata la mascherina FFP2.

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