Chiesa e modernità 60 anni dopo il Concilio Vaticano II: alla Fondazione Campostrini seminari sui temi centrali

La Chiesa si interroga da tempo sulla crisi causata nella società moderna dal decadimento dei valori spirituali e morali: già con l’avvio del Concilio Vaticano II papa Roncalli aveva voluto dare una risposta agli interrogativi posti dalle profonde trasformazioni sociali e politiche del secondo dopoguerra. Per riprendere questi temi, proprio a 60 anni dall’apertura del Concilio, la Fondazione Centro studi Campostrini (nelle foto sotto) ha organizzato un ciclo di seminari sulla svolta dottrinale, religiosa e culturale che la Chiesa cattolico–romana ha intrapreso.

Al centro della riflessione spicca la “consegna”, all’inizio del XXI secolo, del messaggio cristiano e del deposito della fede custoditi dalla comunità dei credenti. La giornata introduttiva si è dipanata attraverso una presentazione generale sulla storia e i documenti del Concilio. Successivamente verranno analizzate le due fondamentali dichiarazioni, Nostra Aetate e Dignitatis humanae, con le quali si è chiuso il Concilio Vaticano II e si è aperta una nuova fase della storia della Chiesa cattolico–romana.

“I primi due incontri sono di carattere storico e storiografico e analizzano le tensioni di carattere culturale, sociale, storico ed ecclesiale che attraversarono la Chiesa durante il pontificato di Pio XII”, spiega Pier Angelo Carozzi, docente emerito di Storia delle religioni nel Dipartimento di Scienze umane all’Università di Verona. “I temi all’ordine del giorno erano numerosi e complessi: interessavano la vita della Chiesa, i fratelli separati, le religioni non cristiane, l’umanità in genere. Alcuni di essi furono affrontati per la prima volta in un Concilio. Inoltre nella discussione si confrontarono formazioni, mentalità ed esperienze diverse. Nell’occasione si raccolsero quasi 2500 cardinali, patriarchi e vescovi cattolici da tutto il mondo”. Il Concilio Vaticano II è stato probabilmente il principale concilio ecumenico della Chiesa cattolica. Fu aperto da papa Giovanni XXIII l’11 ottobre 1962 e si chiuse tre anni dopo con un altro papa, Paolo VI, l’8 dicembre del 1965.

Il primo incontro, “Il Concilio Vaticano II: la sua storia” si è tenuto nei giorni scorsi, mentre il prossimo appuntamento, che approfondirà il tema de “I documenti del Concilio Vaticano II” si terrà mercoledì 2 febbraio dalle 15 alle 16,30 sempre nella sede della Fondazione Campostrini in via Santa Maria in Organo 4. Il 23 febbraio e il 9 marzo, alla stessa ora e nella stessa sede, il prof. Carozzi affronterà due delle tre dichiarazioni conclusive del Concilio: “La dichiarazione Nostra Aetate sul pluralismo religioso” e “La dichiarazione Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa”.

“Si tratta di interventi rivoluzionari”, sottolinea il docente, “perché Nostra Aetate ha aperto definitivamente all’accettazione da parte della Chiesa del pluralismo religioso, avviandosi al dialogo interreligioso. Per dare un’idea di quanto sia stata discussa, la sua pubblicazione è avvenuta il 7 dicembre 1965, un giorno prima della chiusura del Concilio. Quanto a Dignitatis Humanae, ci sono voluti duemila anni perché la Chiesa accettasse la libertà religiosa, pur non rinunciando al messaggio evangelico. Il titolo riecheggia il De dignitate hominis di Pico della Mirandola, in piena assonanza con la proposta umanistica, dopo che il Medioevo aveva imposto la religione cattolica”.

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