Chincarini: il via ai lavori del collettore del lago è un passo fondamentale. Ma non basta

L’Azienda Gardesana Servizi ha dato il via ai lavori del collettore per la sponda veronese del Garda. Ricordiamo tutti i danni ambientali provocati dalle perdite del vecchio collettore. Danni che hanno avuto ripercussioni sulla voce più importante dell’economia del lago: il turismo. Sono 24 milioni i turisti che attira il Garda e per mantenere questo patrimonio è necessario che le istituzioni presentino un’offerta di qualità. Offerta che per il lago significa soprattutto qualità ambientale. Per questo i lavori iniziati per la costruzione del nuovo collettore sono strategici.

«Per noi che crediamo nel valore della tutela del lago di Garda oggi è stata scritta una nuova pagina importante» dice Umberto Chincarini, membro del cda dell’Ags, ma anche ex parlamentare ed ex sindaco di Peschiera, di cui è stato primo cittadini per una ventina d’anni. «È il risultato dell’ostinazione e dell’impegno dello staff tecnico, finanziario, del cda e sopratutto del presidente di Ags Angelo Cresco che ha pienamente colto il mandato delle amministrazioni locali socie dell’azienda. E’ ora quanto mai necessario proseguire con i prossimi stralci tenendo conto delle puntuali esigenze dei sindaci soci, del movimento turistico ed anche del considerevole aumenti delle materie prime. Attendiamo con fiducia – continua Chincarini- le due regioni perché anche nel PNRR sappiano incidere sulla politica nazionale per avere nuovi ulteriori fondi. Se dovrà essere federalismo fiscale si inizi da qui».

«Ma non basta. E’ opportuno, necessario, improrogabile che l’ambito bresciano e la regione Lombardia rompano gli indugi e inizino anche loro la costruzione del nuovo loro depuratore, dando modo così che venga finalmente chiuso l’attraversamento del collettore fra Toscolano Maderno e Torri del Benaco».

«Resterebbero collegati al depuratore di Peschiera del Garda – conclude Chincarini- solo Desenzano e  Sirmione. Di questo impianto ci sarebbe poi l’opportunità di acquistarne le quote (ora 50 % dei comuni veronesi e 50 %di quelli bresciani) per iniziare ad immaginarne il potenziamento e l’ammodernamento per tutelare meglio il Mincio ed i comuni di Peschiera e Valeggio.»

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