Contratto Agec, la UIL ribatte al CUB: con noi, un contratto. Senza di noi, soltanto promesse

Si fa incandescente il confronto fra le organizzazioni sindacali sul contratto integrativo all’Agec per i dipendenti ex Comune del Verona sottoscritto ad agosto dalla Uil quale prima sigla firmataria. La Uil ha deciso di rispondere punto su punto alle accuse lanciate dal sindacato CUB che – sottolinea la Uil – però non può nemmeno difendere i lavoratori in trattativa in quanto non firmataria del contratto nazionale. Nel mirino del coordinatore provinciale Uil Stefano Gottardi (a sinistra nella foto), in particolare c’è Francesca Bragaja che ha contestato qualità e quantità del contratto raggiunto. Un passo indietro, spiega Gottardi, per spiegare l’origine della vicenda: «Abbiamo firmato il contratto nazionale e quindi noi sì, siamo legittimati a trattare il salario accessorio. Apprezziamo l’impegno di Agec che ha aumentato la parte del Fondo destinata al Premio di Produttività di 115 mila euro, oltre alla storica cifra di 262 mila euro, con il quale insieme al pagamento totale delle risorse messe a disposizione aumenterà notevolmente il reddito annuale di questi lavoratori, da troppi anni in balia di “accordi spot senza futuro.  E, per la prima volta, le risorse a disposizione saranno interamente pagate ai lavoratori senza creare residui, come ad esempio è successo gli anni scorsi, 90 mila euro nel 2019 e 150 mila euro nel 2020 che sono ritornati nelle casse AGEC. Il contratto normativo è triennale; l’economico è annuale così da poterlo migliorare dopo averne valutato gli effetti ogni anno».

Altra accusa alla UIL: è previsto che il personale lavori di più e che ci sia una riduzione del personale interinale. Risponde Gottardi: «Queste decisioni sono dell’azienda come previsto dalle indicazioni del committente comune di Verona, il quale impone scelte precise per il Piano delle Performance».

Per Francesca Bragaja, sono 10 anni che i lavoratori ricevono meno salario accessorio di quello dovuto: «Abbiamo scelto di non seguire la strada della “lotta continua” – ribatte Stefano Gottardi -; negli anni passati “senza regole” il personale  non ha ricevuto ciò che gli spettava, ma promesse che poi non sono state mantenute. Per questo serve la sottoscrizione del contratto integrativo con regole precise e risultati sicuri».

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