Covid e sbarchi. Come versare acqua in un secchio bucato

Solo nella notte scorsa sono sbarcati a Lampedusa altri 119 immigrati clandestini. Su una prima barca di 6 metri, bloccata a 5 miglia dalla Guardia di finanza, c’erano 29 persone, fra cui 4 donne, provenienti da Sudan, Somalia e Guinea.

Su un gommone di 7 metri, intercettato a 37 miglia dalla Guardia costiera, ce n’erano 36, fra cui una donna, provenienti da Senegal, Sudan, Mali, Etiopia, Egitto, Gambia, Libia ed Algeria. Sulla terza imbarcazione di 9 metri viaggiavano c’erano 54 persone, fra cui due donne e un minore, provenienti da Mali, Guinea, Senegal, Sudan, Egitto, Etiopia, Algeria.

In totale ieri erano approdate a Lampedusa 221 persone. L’ultimo sbarco, durante la notte, con 75 migranti provenienti da Bangladesh, Egitto, Camerun. Nel centro di raccolta di contrada Imbriacola sono ospitate 370 persone mentre i posti disponibili sarebbero 250. Immaginiamo la promiscuità e le condizioni igieniche di una simile situazione.

A che cosa serve mettere restrizioni e controlli per chi arriva dall’estero se si permette che migliaia di persone provenienti dall’Africa, dove le condizioni sanitarie sono quelle che sono e la lotta al Covid praticamente non esiste? E’ come versare acqua in un secchio bucato.

E’ incredibile come il governo Draghi, che si è dimostrato così efficiente nella gestione della pandemia, al punto da ricevere i complimenti dai partner europei, non riesca a sanare questa contraddizione. E’ una forma di schizofrenia politica. Da un lato si prendono giustamente provvedimenti a carico dei cittadini italiani e di quelli che provengono dall’estero per contenere i contagi, dall’altro si finge di ignorare l’entrata incontrollata in Italia di migliaia di immigrati irregolari. 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail