Dal 1° gennaio non si può più pagare in contanti per più di mille euro. Un altro pezzo di libertà che se ne va.

Non c’è più niente da fare. Gli emendamenti di FdI non sono passati. Dal 1° gennaio il tetto dei pagamenti in contante passerà dagli attuali 2.000 a 1.000 euro. Anzi, a 999,99 euro. Effetto del decreto fiscale del governo Conte-bis, che aveva fissato la soglia  2.000 euro e s’era impegnato a portarlo a 999,99 euro dal primo gennaio 2022, cioè al livello fissato nel 2011 dal decreto Salva Italia di Monti.

E non c’è speranza che gli stessi emendamenti per alzare il tetto del contante possano essere approvati nella seconda lettura della Legge di Bilancio alla Camera. E’blindata, in modo da essere approvata senza alcuna modifica, altrimenti dovrebbe tornare al Senato e non sarebbe più possibile approvarla entro il 31 dicembre, cosa che implicherebbe il ricorso l’esercizio provvisorio, che per Draghi sarebbe inaccettabile.

L’abbassamento del tetto del contante rappresenta un’ulteriore limitazione alla libertà degli italiani organizzata con la scusa della lotta all’evasione fiscale. Ma è palesemente un pretesto. Nei paesi dove l’evasione è inesistente o molto minore il contante circola liberamente. Non solo. Abbassare l’uso del contante a 999,99 euro è un modo come un altro per costringere ai pagamenti elettronici per arricchire le banche.Tutto previsto. Com’è prevedibile, ad esempio, che di questo passo, una volta eliminato definitivamente il contante, con la scusa di “eliminare definitivamente l’evasione fiscale”, tutti noi saremo totalmente nelle mani delle banche e di chi le gestisce. Se infatti qualcuno non dovesse essere allineato o prono alle decisioni del potere, basterebbe bloccare con un semplice click la sua capacità di spesa. Insomma tu potresti avere anche il conto corrente pieno di soldi, ma non potendo usarli, non potresti neanche andare a comprarti il pane. Questo tanto per guardare ad un palmo oltre il naso. Un altro pezzo di libertà se ne va

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