Dal gas alla politica, la pandemia certifica il fallimento di una classe “dirigente”

(di Bulldog) Il Covid è il “virus della verità”. Perché mette in luce tutte le stronzate ideologiche con le quali ci siamo riempiti la bocca negli ultimi quarant’anni. Dalla sanità, alla politica, all’economia. E’ di queste settimane il caro-gas che si accompagna all’aumento indiscriminato di tutte le materie prime negli ultimi sei mesi: un combinato disposto che sta mettendo in dubbio la ripresa economica del 2022 necessaria per uscire dalla pandemia senza vedere il debito pubblico schizzare oltre il 160%.

Sulla sanità il quadro è chiaro: dal numero chiuso nelle università, alla carenza di investimenti, alla carenza di formazione abbiamo capito che sotto la coperta del servizio universale si è celato un drammatico gap nella programmazione e nella gestione.

Politica: abbiamo mandato avanti una classe dirigente impreparata, raffazzonata, al massimo uomini delle tessere, senza senso dello Stato e motivata, nel caso migliore, dal rancore; in quello peggiore, dalla voglia di arricchirsi in fretta. Qualunquista? Certo, del resto qualunquismo e populismo sono state le armi per far fuori la Prima Repubblica, la Seconda e inficiare buona parte della prossima. Comici, nani, ballerine, conflitti di interesse…come elettori abbiamo trangugiato di tutto. E i risultati si vedono.

Economia: dalla truffa della globalizzazione a vantaggio di un solo player; dalle catene distributive lunghissime e fragilissime; dalla delocalizzazione per speculare e basta sino ad arrivare all’assenza di una politica energetica che metta in sicurezza in Paese. Sapevamo da sempre che dipendiamo da altri per le risorse energetiche, ma abbiamo voluto cancellare il know how e l’eccellenza italiana nel nucleare (come se Chernobyl fosse colpa nostra e non di un regime di inetti comunisti nella vecchia Urss), creiamo problemi per ogni pala eolica che si vuole installare, mettiamo limiti alle rinnovabili nei centri urbani; non troviamo da decenni quel sito per stoccare le scorie nucleari che sono un retaggio del “vecchio” nucleare ma che è indispensabile per andare oltre verso un “nuovo” nucleare più sicuro ed ecologico.

Responsabilità dei cittadini (tutti nimby) e dei politici che hanno cavalcato Chernobyl come una clava ma non hanno il coraggio oggi di imporre delle scelte pratiche che rispondano alla domanda di energia del Paese.

Abbiamo l’industria energetica più avanzata del mondo, abbiamo competenze che il mondo ci invidia ma dipendiamo da quattro baluba che ci fanno correre in tondo come marionette.

Il Covid evidenzia come sia necessaria una assunzione di responsabilità politica forte, con un ritorno alla salvaguardia degli interessi primari del Paese. Il Covid ci dice che dobbiamo cambiare. Ma la risposta della nostra classe dirigente non va più in là della crescita del debito pubblico. Non si agisce sui fattori di cambiamento, si distribuiscono mancette elettorali, e si caricano di problemi i nostri figli. Se questo è il cambiamento stiamo freschi…

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