Dalle alte terre della Val D’Agri, Di Fuccio presenta quattro chicche tra futuro e tradizione

(di Carlo Rossi) Passando per Vinitaly ci ha fatto piacere seguire il salto di qualità dell’azienda Di Fuccio, Viggiano, Basilicata,  che, attraverso il suo top consultant Fabio Mecca, è riuscita a portare in bottiglia le sfumature di profumi di uno scrigno prezioso testimoniato dall’Alta val d’Agri.

Quattro vini e quattro stili diritti, freschi, minerali. Un rosso portabandiera, La Preta, 2019 , agro di Viggiano,   una cuvée di Merlot, Cabernet Sauvignon, e per il 20% previsto dal disciplinare, di antichi vitigni autoctoni dell’azienda. Vino lungo, minerale, di colore rosso cupo, dai profumi di frutta di bosco, piccole fragole, lamponi, mirtilli, armonico ed elegante, sontuoso.

 Bangor 2020, incontro di Merlot, Cabernet Sauvignon e Aglianico, vino di pronta e soddisfacente beva. Che proviene anch’esso dall’agro di Foresta Viggiano, un piccolo mondo magico. Un antico manoscritto dell’abbazia di Bangor, unisce idealmente Viggiano e la sua Santa Maria della Preta all’Irlanda del Nord. La tradizione dell’arpa e questo vino, di uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Aglianico, sottolineano il legame fra l’Alta Val d’Agri e le coste atlantiche.

Vino morbido con sentori accennati dell’Aglianico, prugna, in genere usato per produrre vini rossi importanti e molto longevi. Come Bangor, nome derivato da St. Comgall, importante e influente abate irlandese. Fu il fondatore dell’abbazia di Bangor (attualmente nella contea di Down) nel golfo di Belfast, donde partì nel 590 per la Gallia il suo discepolo San Colombano. Bangor morì ottantenne.  

Poi un bianco, l’Eremo 2022, bianco biologico della Basilicata igp, Fiano e Jusana abbinate in una coppia dai profumi versatili di fiori fieno e frutta. Asciutto al palato, dritto ed avvolgente nuance che sa di primavera.   L’uva in questione presenta doppia denominazione particolare Guisana/Jusana, la prima formalmente e semanticamente assunta intorno ai secoli X-XI come vocabolo greco adottato per descrivere l’aspetto dei grappoli. La seconda compare poco dopo e come corrispettivo in territorio longobardo. Potremmo definirlo un ricordo ritornato attuale grazie alla ricerca degli antichi uvaggi.

Quarto vino in degustazione il Rosato Terre val d’Agri doc in Foresta Viggiano, l’Antifonario 2022. Un accattivante e un po’ ruffiano blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Malvasia bianca di Basilicata. Spettacolare colore rosato intenso, che si gode dai vigneti posti su un altopiano a 600 mt dii quota e che offre molto da gustare. Superficie vitata appena tre ettari. Vino che si presenta con il colore dell’alba in ottobre.

Basse rese per ettaro, da 60 a 80quintali, un areale spaziale, versatilità assicurata. Ospitalità e vino sono il mantra della famiglia di Fuccio. L’Azienda Agricola Di Fuccio, oggi alla quarta generazione, nasce come azienda zootecnica e cereagricola con piccole produzioni di vino prevalentemente per il consumo familiare. La sua superficie di 150 ettari – di cui 60 a superficie boscata e 90 messi a coltura – , si estende nei tre Comuni di Viggiano, Grumento Nova e Moliterno.

Nel 2002 Giuseppe Di Fuccio indirizza la produzione sulla viticultura con il nascere del Consorzio Terre dell’Alta Val d’Agri, integrando i vitigni di famiglia con i nuovi impianti rispondenti al disciplinare del Terre dell’Alta Val d’Agri DOP. Con l’arrivo in Azienda di Michele, resta in capo a Giuseppe solo il settore vino e vinificazione mentre Michele, nel frattempo, provvede ad aumentare la gamma dei prodotti verso zootecnia e cereagricoltura.

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