D’Arienzo e Rotta: stop alle bufale di Zaia sul collegamento FS col lago. Garantiamo invece quello col Catullo

Fuffa propagandistica. Vincenzo D’Arienzo, senatore PD e Alessia Rotta, deputata PD contro la Regione Veneto per la volontà di tenere insieme il “Collegamento ferroviario Aeroporto di Verona” e la creazione di una “relazione via ferro” tra il bacino del Garda e l’Aeroporto di Verona (intervento definito “Collegamento ferroviario Lago di Garda ‐ Aeroporto di Verona”), in parte sfruttando il progetto preliminare del “Collegamento ferroviario aeroporto di Verona”. Se negli ultimi anni tutto si è bloccato – sottolineano i due parlamentari Dem in una nota – è proprio a causa di questa insensata richiesta della Regione, già responsabile d’aver affossato il progetto veronese non inserendolo né nell’Accordo quadro firmato con RFI (approvato con DGR n. 1917 del 29 novembre 2016), né nelle opera del Decreto Olimpiadi.

L’ultima e risibile richiesta di sottoscrivere un Protocollo con RFI per il collegamento con il Catullo e per uno studio di fattibilità per il collegamento con il Lago di Garda è la peggiore risposta alla censura che RFI ha già fatto della medesima richiesta precedentemente avanzata nel 2020.

RFI ha già dimostrato che sulla ferrovia Verona, Peschiera, Garda, con 16 coppie di treni al giorno e cadenzamento orario, ci sarebbero circa 164 spostamenti/km, mentre sulla ferrovia Verona, Garda, sempre con 16 coppie di treni al giorno e cadenzamento orario, ci sarebbero circa 127 spostamenti/km. Di fronte a questi dati fallimentari, perché reiterare inutilmente la richiesta e di nuovo collegarla, come una zavorra, al collegamento con l’Aeroporto che, al contrario, garantirebbe circa 720.000 nuovi utenti oggi e un milione nel 2030?

Questa ultima richiesta rischia di danneggiare anche il masterplan vigente dell’Aeroporto “Valerio Catullo” di Verona Villafranca, che ha giustamente considerato il progetto preliminare del 2003 del collegamento ferroviario dell’aeroporto d’importanza strategica per lo sviluppo dello scalo aeroportuale nel lungo periodo, inserendolo nel Piano e annoverandolo tra gli interventi di sviluppo e potenziamento dello scalo da mettere in servizio entro l’anno 2030.

Stavolta non ci stiamo a questa inutile perdita di tempo. Anche perché tutti i Comuni della tratta e le Province hanno già sollecitato l’opera[1].

Con un’interrogazione parlamentare abbiamo chiesto al Ministro per le Infrastrutture e le Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini di inserire comunque e il solo progetto Verona/Porta Nuova – Aeroporto Catullo (Progetto RFI 0269, CUP J51H03000180001) tra le priorità del Contratto di Programma 2022/2026 MIMS/RFI e, quindi, di tenerlo inequivocabilmente separato da ogni altro progetto territoriale, consentendo tempi rapidi.

Abbiamo chiesto, inoltre, di valutare la possibilità di perseguire ipotesi progettuali in grado di favorire la realizzazione di un collegamento più agile rispetto a quelli finora conosciuti.

[1] (Delibera del Consiglio Comunale di Verona n. 21 del 28/03/2019, Delibera del Consiglio Comunale di Sommacampagna n. 12 del 27/02/2019 e Delibera del Consiglio Comunale di Villafranca n. 20 del 28/02/2019).
(Delibera del Consiglio Comunale di Verona n. 72 del 02/12/2021, Delibera del Consiglio Comunale di Sommacampagna n. 87 del 25/11/2021 e Delibera del Consiglio Comunale di Villafranca del 30/11/2021).
Delibera del Consiglio Provinciale di Verona n. 20 del 07/07/2021, Delibera del Consiglio Provinciale di Vicenza n. 21 del 31/05/2021 e Delibera del Consiglio Provinciale di Mantova n. 34 del 29/07/2021
).

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