Droga libera e ius scholae. Il Parlamento delegittimato in un anno può fare ancora molti danni

(di Paolo Danieli) Che il Parlamento eletto nel 2018 non rappresentasse più gli italiani lo si era capito. Vuoi per il Covid, la crisi economica, la guerra, l’elezione del Presidente della Repubblica, con una scusa o con l’altra il deep state ha deciso che va bene così. Poco importa se il Parlamento non rappresenta più la volontà popolare. Il massimo è stato raggiunto in questi giorni con la dissoluzione del M5S. Nel 2018 aveva vinto le elezioni ed era il primo partito, oggi se ci fossero le elezioni fra un 4% di Di Maio ed un 6% di Conte arriverebbe al 10%.

Non può che essere questa, ovvero la mancanza di corrispondenza fra il paese reale e il paese legale, ovvero la Camera e il Senato, la spiegazione di quello che sta accadendo in queste ore.

Mentre tutta l’attenzione degli italiani è rivolta a problemi pesantissimi che mettono a rischio il tenore di vita di ciascuno di noi, che vanno dall’aumento generalizzato dei prezzi all’inflazione, dal rischio di una guerra mondiale a quello di non avere il gas per far andare avanti le nostre industrie e per riscaldarci quest’inverno, di che cosa si occupa il Parlamento? Dello jus scholae e della liberalizzazione della cannabis. Siamo alla follia.

Mentre il 20% delle famiglie italiane a causa degli aumenti e dell’inflazione sta scivolando nella fascia di povertà, la sinistra, che in forza dei risultati del 2018 ha la maggioranza, pensa a dare la cittadinanza agli stranieri che vanno a scuola in Italia. Un escamotage per far passare una specie di jus soli. Un modo come un altro per favorire il trasferimento di popolazione dall’Africa e dall’Asia all’Italia con l’intento ormai palese di favorire la creazione di una società meticcia priva di identità. Se noi abbiamo bisogno di forza lavoro e in altri paesi ci sono persone che il lavoro lo cercano, sono i benvenuti. Ma un conto è assumere una persona per i lavori di casa, un altro è metterla nello stato di famiglia! Gli stranieri che vivono in Italia devono essere trattati bene e rispettati. Ci mancherebbe! Ma non ha alcun senso fingere che siano italiani. Loro e i loro figli. Le regole per la concessione della cittadinanza dopo 10 anni ci sono già. Bastano e avanzano. Non c’è nessuna necessità di cambiarle. E tanto meno urgenza.

Per quel che riguarda invece la liberalizzazione della cannabis, ovvero del primo gradino per la dipendenza da altre droghe, questa è un’altra idea fissa della sinistra che assesterebbe un altro colpo mortale ad una società, la nostra, che già barcolla.

Va bene che manca meno di un anno alle elezioni politiche – sempre che con una scusa o con l’altra cel le lascino fare-, ma quanti danni può riuscire ancora a fare questo Parlamento?

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