FieraCavalli (5-8 novembre prossimi) è confermata nella sua “interezza” in quanto i protocolli di sicurezza adottati sono coerenti con l’ultimo Dpcm del 18 ottobre. Se VeronaFiere tira un sospiro di sollievo – per le casse dell’ente è essenziale portare a casa le rassegne d’autunno – per il sistema fieristico nazionale il rischio di tornare al blocco è ancora molto elevato. Tanto da sollecitare al CTS un incontro specifico per illustrare nel dettaglio i protocolli adottati delle fiere italiane per salvare le manifestazioni. In più la distinzione adottata dal Governo – fiere internazionali, nazionali, regionali e locali – non tiene in alcun conto quanto adottato per la sicurezza dai singoli enti: una distinzione accademica che rischia di provocare danni inutili.

La proposta è nell’ultima comunicazione lanciata dall’AEFI, l’associazione che raccoglie le 40 maggiori fiere italiane presieduta da Maurizio Danese: « Il DPCM del 18 ottobre conferma l’organizzazione e lo svolgimento delle fiere nazionali e internazionali; è però urgente chiarire al più presto la gestione dei convegni all’interno dei padiglioni fieristici perché i business forum che si svolgono durante le manifestazioni sono gestiti secondo le medesime rigorose regole delle fiere». Aggiunge Danese: «Secondo l’ultimo Dpcm l’attività convegnistica è consentita solo da remoto, dimenticando che questa attività rappresenta un’integrazione importante e fondamentale delle manifestazioni. Se i business forum organizzati all’interno delle fiere – che non sono congressi a sé stanti – non saranno possibili, molte delle fiere in calendario nei prossimi mesi verranno annullate con un impatto devastante sull’intero sistema e una perdita drammatica per l’export delle imprese e per l’indotto generato sui territori. Un ulteriore danno che si aggiunge alle ingenti perdite già subite e che hanno causato un crollo del fatturato del 70%. Come Associazione stiamo lavorando anche per un chiarimento sulle fiere regionali e locali, qualifica utile a identificare la manifestazione dal punto di vista della provenienza di espositori e visitatori, che nulla ha a che fare con la salute e la sicurezza. Le fiere – anche quelle regionali o locali – organizzate nei quartieri fieristici italiani che rispettano il Protocollo AEFI, validato dal CTS, dovrebbero essere autorizzate dal decreto. Non si tratta infatti di sagre o fiere di comunità ma eventi di business professionali. I protocolli di sicurezza osservati dai nostri associati sono già molto severi, ma siamo a disposizione del CTS per valutare insieme eventuali ulteriori misure da mettere in atto”, conclude Danese.

È stata posticipata al 2021 la seconda edizione di Innovabiomed, il network place per l’innovazione biomedica, prevista per il 26 e 27 ottobre prossimi nel Centrocongressi Palaexpo di Veronafiere. Una decisione obbligata a seguito dell”ultimo DPCM che, pur consentendo manifestazioni fieristiche a carattere nazionale e internazionale, ha vietato ad oggi convegni e congressi.
Gli organizzatori hanno constatato la mancanza delle condizioni necessarie per favorire lo scambio e le relazioni fra le diverse categorie a cui si rivolge la manifestazione: ricercatori, produttori di dispositivi medici, professionisti e operatori del mondo sanitario. Una scelta che considera anche il profilo degli interlocutori, molti dei quali sono impegnati in prima linea nel fronteggiare l’emergenza. Proprio per non disperdere quel grande patrimonio di conoscenze e competenze che Innovabiomed aveva messo a sistema, lunedì 26 ottobre alle ore 11 si svolgerà il webinar Oltre l’emergenza (www.innovabiomed.it).  
Vi prendono parte il vice ministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, il professor Mauro Ferrari, presidente e ceo Dompe’ X-Therapeutics, professore di Scienze farmaceutiche dell’Università di Washington ed ex presidente del Consiglio Europeo della Ricerca, che farà luce sulle nuove frontiere della ricerca medico-scientifica, portando una visione di scenario sulla direzione che stanno prendendo le scoperte e le innovazioni a livello internazionale, anche in relazione al Covid-19 e Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e consigliere del ministro della Salute.