Firmato il contratto integrativo alla Casa di Riposo di Cologna Veneta. La Uil: vietato dimenticare quei lavoratori che hanno mantenuto i servizi durante l’emergenza sanitaria

«Un altro contratto integrativo normativo ed economico di qualità – dichiara Stefano Gottardi segretario generale UIL FPL, riferendosi anche a quello firmato giorni fa all’istituti Assistenza Anziani di Verona– quello sottoscritto oggi dalla UIL FPL per il personale della casa di Riposo di Cologna Veneta, per i quali abbiamo ottenuto premi per una media di 1600 euro e le progressioni economiche orizzontali già da quest’anno». 

«Oggi – sottolinea Antonio Imbriani responsabile del terzo settore per la UIL FPL veronese -cogliamo l’obiettivo di consolidare regole e definizione della destinazione delle risorse economiche, che soddisfano il personale come abbiamo potuto appurare nella assemblea odierna. Un risultato ampiamente meritato per l’importante lavoro svolto per la cittadinanza di Cologna Veneta con dedizione e professionalità, anche durante l’emergenza COVID che ha lasciato ferite nei cuori e nelle menti».

«Sapevamo che la nostra posizione poteva determinare diffidenza nel personale – continua Stefano Gottardi – che vive sulla propria pelle anni di scontro, denunce e sfiducia nella politica e nei vertici aziendali, relazioni sindacali inesistenti. Quindi, abbiamo fatto un percorso alternativo per trovare l’intesa con l’Ente. Abbiamo ottenuto pari dignità delle parti e il confronto con cui oggi abbiamo raggiunto gli obiettivi che la contrattazione aziendale deve ottenere. Un risultato che durerà nel tempo, merito nostro e dell’azienda, che favorirà la prossima RSU eletta dai lavoratori, che potrà decidere come destinare le risorse che ogni anno saranno a disposizione». 

«Per il rinnovo del contratto nazionale degli Enti Locali e della Sanità Pubblica – ricorda Antonio imbriani– le risorse del Governo non sono sufficienti a mantenere il valore reale dei salari. Serve un effettivo rinnovo delle regole e una valorizzazione delle professionalità che si sono evolute nel tempo, come quella degli infermieri. E’ il tempo di sostenere chi ha mantenuto i servizi nel momento dell’emergenza sanitaria, una categoria di lavoratori già dimenticata».

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