Forti austriaci, oggi un Masterplan fissa procedure certe per il loro recupero

Forti asburgici, arriva la svolta. C’è infatti il documento tecnico amministrativo che permette non solo di accelerare la valorizzazione delle strutture fortificate veronesi, ma anche di farlo attraverso un piano strategico unitario. Una visione complessiva dei forti e delle loro potenzialità, che detta linee guida precise e uniformi affinché questi spazi di grande valore siano riqualificati e tornino ad essere luoghi di aggregazione. Uno dei loro punti di forza è infatti quello di essere presenti capillarmente sul territorio veronese, non c’è infatti quartiere che non sia vicino ad uno dei 12 forti asburgici, una ricchezza dalle molteplici ricadute positive

Masterplan Forti. Il cambio di passo rispetto al passato è ora possibile grazie al Masterplan sui Forti, il documento approvato dalla giunta che scrive nero su bianco come e quali strutture riqualificare, sulla base della posizione e del pregio storico e architettonico. Include anche i criteri per eventuali cambi di destinazione e l’iter amministrativo da seguire. Il tutto a braccetto con la Soprintendenza, attraverso una metodologia condivisa per abbreviare i tempi e accelerare sui progetti. Valore aggiunto è proprio quello sui tempi, un iter semplificato per le proposte di valorizzazione che arriveranno da enti e associazioni ma anche dai privati. Il percorso è avviato, il documento è ora al vaglio della Soprintendenza per proseguire l’elaborazione nei prossimi mesi. Si lavora in rete, uffici del Comune, Demanio e Soprintendenza, sul modello di Forte Procolo al Saval e Forte Santa Caterina, al Pestrino.

Due progetti già in corso d’opera, il secondo finanziato con i fondi del Pnrr per 15 milioni di euro. Di fatto è la continuazione del processo partecipativo avviato ad inizio 2018 con  l’iniziativa Verona Fortificata, che ha coinvolto associazioni e cittadini nella conoscenza dei siti fortificati ed avviato un meccanismo virtuoso per la loro tutela. Dalle visite guidate nei diversi siti alle giornate dedicate alla pulizia delle aree verdi, i cittadini hanno risposto con grande entusiasmo alla campagna per far rivivere i forti, tanto che negli obietti dell’Amministrazione saranno le associazioni a beneficiare per prime del loro recupero complessivo.

 Iter veloce. Per la prima volta il Comune si appoggia ad Invitalia, agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia, che supporta l’ente pubblico nelle varie procedure legate alla progettazione, ai bandi e agli appalti. Un servizio a costo zero per il Comune e che permette di contrarre notevolmente i tempi della burocrazia. 

Forte Santa Caterina. E’ il modello da seguire, per il compendio di Forte Santa Caterina, l’area di 22,5 ettari al Pestrino, l’Amministrazione si è aggiudicata 15 milioni nell’ambito del Programma nazionale della qualità dell’abitare (PinQua), a sua volta inserito nel quadro di riferimento del PNRR. Già pubblicato il bando per la parte del progetto destinata al sociale, cuore del processo di rigenerazione complessiva dell’area che ospiterà  un centro servizi destinato a persone con disabilità, una proposta innovativa non solo a livello di territorio comunale ma anche regionale, che risponde all’esigenza del ‘dopo di noi’ delle persone con disabilità e dei loro familiari. Un centro diurno, quindi, con il plus dell’inserimento lavorativo, con a fianco una struttura residenziale per i disabili autosufficienti e con alloggi anche per i familiari che scelgono di vivere insieme o accanto al figlio o parente affetto da disabilità. II costo dell’intervento è preventivato in circa 4,2 milioni di euro, di cui il soggetto del terzo settore e del privato sociale che si aggiudicherà il bando dovrà farsi carico per completare l’opera entro il 2026, come richiesto dal Pnrr.

La somma restante finanzierà il recupero delle ex caserme, dove troveranno spazio i depositi museali unificati e buona parte degli archivi degli uffici comunali  la riqualificazione generale del compendio, la realizzazione del parco pubblico, le opere di urbanizzazione e il restauro del forte

Le novità sono state illustrate oggi dall’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala. Presenti i consiglieri Paola Bressan, Andrea Velardi e Daniele Perbellini che hanno contribuito al progetto Verona Fortificata. “Completiamo il percorso iniziato tre anni fa con il progetto Verona Fortificata, che per la prima volta aveva coinvolto attivamente i cittadini nella conoscenza e valorizzazione dei forti veronesi – ha detto Segala- . Con il Masterplan facciamo un’ulteriore passo avanti e guardiamo al futuro con un nuovo strumento strategico. Il recupero dei forti non può prescindere da linee guida omogenee che lo preservino oltre che valorizzarlo. Così come è giunto il momento di dare nuove destinazioni ad alcuni compendi per renderli davvero integrati con i territori in cui si insediano e creare nuove opportunità di aggregazione oltre che turistiche. Un lavoro che stiamo portando avanti a braccetto con la Soprintendenza, per prima favorevole a procedere in modo uniforme e veloce”. 

“Nell’ottica turistica la valorizzazione dei forti, così come della cinta muraria,  è  una strategia imprescindibile per uno sviluppo  del territorio che permetta di uscire dai tradizionali percorsi turistici cittadini – ha aggiunto l’assessore ai Rapporti Unesco Francesca Toffali -. Non c’è dubbio sulla volta impressa da questa Amministrazione per restituire ai cittadini un patrimonio prima lasciato a se stesso, dalle mura cittadine ai forti fino alle aree della cinta magistrale. Investimenti importanti di cui già si vedono i risultati”. 

“Il progetto Verona Fortificata era nato dalla consapevolezza che non c’è Circoscrizione senza un forte o una struttura fortificata- ha detto Velardi-. Un patrimonio da trasformare in consapevolezza e opportunità, perché il rilancio dei quartieri passa anche dal coinvolgimento di cittadini e associazioni”. “Il Masterplan prosegue quanto fatto con Verona Fortificata – ha detto Bressan-. Un progetto che ha permesso di visitare e conoscere strutture che i veronesi probabilmente non avevano mai visto. E che ha avviato quella partecipazione pubblica che è stato il vero successo dell’iniziativa”.

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