“Friday for future”: una vergognosa presa in giro dei giovani che li distrae dai veri problemi e dalle vere responsabilità

(di Paolo Danieli) Poveri ragazzi! “Friday for future”: li hanno mandati in piazza a fare uno sciopero contro non si sa chi. Già, perché da che mondo e mondo, o meglio, da quando i lavoratori se lo sono inventato, lo sciopero è un’ ‘arma’, una forma di pressione nei confronti di qualcuno. E allora, ci si chiede, contro chi scioperano ‘sti ragazzi? Contro il governo? Ma se c’è già il ministro della Transizione ecologica a fare quello che chiedono? Contro l’Europa? Contro la Nato? Contro l’Onu, l’Unicef, il Wwf, la Fao? Contro chi, se siamo tutti d’accordo che l’ambiente in cui viviamo va salvato? Tutti, da Celentano al Papa. Che cosa scendono in piazza a fare? Per dire che è meglio una bella giornata di sole che una brutta giornata di pioggia? Eh sì, perché manifestare per l’aria pulita e per le energie rinnovabili è la stessa cosa. 

Poveri ragazzi! Che li abbiano mandati in piazza è evidente. Mica ci sono andati! Certo, gliel’hanno fatto credere. Ma con un minimo di intelligenza lo capisce chiunque. E quelli che le manifestazioni studentesche le hanno organizzate davvero possono spiegare che per far scendere in piazza contemporaneamente in 70 città centinaia di migliaia di studenti ci vuole un’organizzazione piuttosto potente. E una motivazione bene precisa. Che non è di certo quella che hanno fatto credere.

Non è il massimo per dei ragazzi, all’età in cui si dovrebbe spaccare il mondo, essere impacchettati e mandati a fare la comparsa a manifestare per delle ovvietà come dei polli d’allevamento e a ripetere dei discorsi triti e ritriti.

Poveri ragazzi! Com’è possibile, con un minimo di senso critico, che non si sian chiesti se ha senso una mobilitazione del genere per dire quello che si sente dire ogni giorno dovunque e da tutti.

E’ mai possibile che invece non scendano in piazza per pretendere garanzie per il loro futuro? E’ bene che scendano in piazza, ma per chiedere spiegazioni sul fatto che la loro generazione è la prima dopo secoli che starà peggio di quella dei genitori e dei nonni. Per pretendere le scuse da quelli che hanno impedito di costruire le centrali nucleari e le trivellazioni per tirare su il gas. Perché è anche per colpa loro se adesso ce lo fanno pagare uno sproposito e per questo magari i loro genitori resteranno senza lavoro. E sono gli stessi, cari ragazzi, che vi mandano in giro a fare il ‘Friday for future’. Non fatevi prendere in giro. Ribellatevi!

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