Generali, buona trimestrale ma la Russia incide sugli utili. E nella raccolta anche Cattolica sta iniziando a contribuire

Generali ha comunicato i risultati finanziari dei primi nove mesi del 2022 e si cominciano a vedere, per quanto in misura molto moderata, i primi effetti dell’integrazione con Cattolica. In particolare I premi lordi del segmento Vita ammontano a 38,6 miliardi (-2,9%), con un contributo da parte dal gruppo veronese pari a poco meno di 2 miliardi. Per quanto riguarda la raccolta netta Vita (che si è attestata a circa 7,7 miliardi anche se in calo del 25,3%), da Cattolica sono arrivati poco meno di 300 milioni, quasi totalmente derivanti dagli accordi di bancassurance.

I dati del Leone al 30 settembre hanno mostrato un miglioramento del risultato operativo e dei premi lordi, oltre le aspettative degli analisti. Al contrario l’utile netto ha risentito della svalutazione degli investimenti russi. Il management di Generali ha confermato gli obiettivi strategici e finanziari per il 2022 e la politica dei dividendi per il triennio 2022-2024. Nel dettaglio la compagnia ha terminato il periodo con un utile netto di 2,23 miliardi, in contrazione dello 0,8% rispetto ai 2,25 miliardi contabilizzati nei primi nove mesi dell’anno precedente in seguito alle svalutazioni sugli investimenti russi per 141 milioni. Generali ha precisato che, senza questo impatto, l’utile netto sarebbe stato pari a 2,37 miliardi.

Il consensus degli analisti indicava un utile netto di 2,05 miliardi in una forchetta tra 1,87 e 2,23 miliardi. In aumento, invece, il risultato operativo, che si è attestato a 4,77 miliardi rispetto 4,43 ottenuti nei primi tre trimestri del 2021 (+7,8%), beneficiando dello sviluppo positivo dei segmenti danni e vita. Gli analisti avevano stimato 4,52 miliardi. Il Combined Ratio (incidenza della sinistralità e spese della gestione assicurativa) è salito al 93,3%. I premi lordi complessivi sono cresciuti dell’1,3% a 59,83 miliardi, sostenuti dallo sviluppo del segmento Danni (+10,3 %). A fine settembre il patrimonio netto di Generali ammontava a 16,58 miliardi, in calo del 43,4% rispetto ai 29,31 miliardi di inizio anno: una variazione spiegata con la diminuzione della riserva derivante soprattutto dall’aumento dei tassi e degli spread corporate.

Alla stessa data gli Asset Under Management complessivi si attestavano a 621,8 miliardi di euro, registrando un calo del 12,4% rispetto al 31 dicembre 2021, riflettendo principalmente l’aumento dei tassi di interesse sui titoli a reddito fisso. Sempre a fine settembre 2022 il Solvency Ratio (che rappresenta la visione regolamentare del capitale di gruppo) era pari al 223%, rispetto al 227% di inizio anno. Per Generali la variazione riflette principalmente gli impatti derivanti dalle operazioni di M&A, i cambi regolamentari del primo trimestre, il riacquisto di azioni proprie e l’accantonamento dei dividendi. Anche gli analisti indicavano un Solvency Ratio analogo, pari al 224%. L’expense ratio aumenta a 28,1% (+0,3), con una crescita nella componente amministrativa (+0,4) che riflette il consolidamento del gruppo Cattolica.

Per il 2022 Generali conferma e prosegue con la strategia di ribilanciamento del portafoglio Vita a rafforzamento ulteriore della profittabilità e con una logica di più efficiente allocazione di capitale. Nel Danni Generali punta a massimizzare la crescita profittevole e a rafforzarsi nei mercati ad alto potenziale, ampliando la presenza e offerta sul territorio. Nel segmento Asset Management proseguiranno le attività finalizzate all’ampliamento dei prodotti, in particolare su real asset & private asset, e allo sviluppo della capacità distributiva.

In base a tutte queste iniziative e alla luce dei risultati raggiunti nei primi nove mesi del 2022 Generali ha ribadito l’obiettivo di una crescita annua composta 2021-2024 degli utili per azione tra il 6% e l’8%. Inoltre il management ha confermato l’indicazione di generare flussi di cassa netti disponibili nel periodo 2022-2024 superiori a 8,5 miliardi e di distribuire agli azionisti dividendi cumulati nel triennio 2022-2024 per un ammontare compreso tra 5,2 e 5,6 miliardi.

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