Gli strascichi dello striscione

La Federazione Gioco Calcio ha sentenziato: la prossima partita in casa l’Hellas la  dovrà giocare con la Curva Sud chiusa. Questa la punizione che in seguito alla relazione degli 007 della Lega Calcio il giudice sportivo ha comminato alla tifoseria gialloblu, rea di aver intonato “in più occasioni”  dei cori “percepiti chiaramente in tutto l’impianto durante l’intero svolgersi della gara” con insulti di matrice territoriale nei confronti dei tifosi del Napoli domenica scorsa.  “La gravità dei fatti, la dimensione, durata e percezione dei detti cori comportano la non applicazione della sospensione dell’esecuzione della sanzione”.

E’ evidente la correlazione della decisione del giudice sportivo con l’esposizione dello striscione, diventato ormai famoso, con l’invito più o meno implicito di bombardare Napoli, fornendo le coordinate geografiche al potenziale pilota del bombardiere esistente solo nella fantasia degli squinternati autori della scritta provocatoria.

Non potendo in alcun modo punire l’esposizione dello striscione, avvenuta al di fuori della giurisdizione del giudice sportivo, questi ha calcato la mano sui cori della curva. Cori che lui stesso non può definire “razzisti” bensì “terrioriali”. Ovvero i soliti cori campanilistici che si possono ascoltare in qualsiasi stadio. Ma tant’è. La fama della tifoseria veronese ormai è quella che è. Certo che lo striscione di domenica non ha aiutato a liberarla di quell’immagine.

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