I numeri della popolazione nell’Unione Europea. Dati e tendenze su cui riflettere

L’Unione Europea ha 447,2 milioni di abitanti: 83,2 in Germania, 67,7 in Francia, 59,2 in Italia, 47,4 in Spagna e 37,8 in Polonia. Poi ci sono gli altri stati meno popolosi (dati Eurostat). Nei primi 20 anni del secolo (il raffronto è fra il 2001 e il 2021) la popolazione UE è passata da 429 a 447 milioni (+ 4) . Sono cresciuti di più Lussemburgo, Malta, Irlanda e Cipro, mentre la Lituania e la Lettonia sono le nazioni calate di più .
Nel 2020 la popolazione dell’UE è diminuita di 278mila abitanti. 
L’Italia è dov’è diminuita di più: −405mila. La Francia ha registrato l’incremento maggiore: +171 mila. 
Le femmine sono il 5 % in più dei maschi.
Gli over 65 anni sono il 21% .Nel 2001 erano il 16%.
Gli over 80 sono il 6 %, percentuale raddoppiata rispetto al 2001. 
Gli over 65 sono il 24% in Italia, il 23% in Grecia e Finlandia, il 22% in Germania e Portogallo, ma l’invecchiamento è generalizzato, a parte la Svezia dove la quota over 80 è stabile.
Gli under 19 sono il 20 % (-3% rispetto al 2001) e c’è un calo generalizzato dei giovani.

I paesi con più giovani (under 20) sono Irlanda (27%), Francia (24%) e Svezia (23%). Quelli con meno giovani sono  Italia e Germania (18%)
L’Irlanda è la nazione con più under 14 (20%) seguita da Francia e Svezia (18%) mentre Italia e Portogallo (13%) sono quelle che ne hanno di meno. 

Le nascite sono calate dai 4,4 milioni del 2001 ai 4,1 milioni del 2020. Le maggiori diminuzioni in Portogallo (−25%) e Italia (−24%), mentre sono aumentate del 20% e più in Svezia, Cipro e Cechia.

Il tasso di natalità (numero di nati vivi ogni 1.000 persone) nel 2001 era al 10,2, nel 2020 e 9,1. I tassi di natalità più alti sono stati rilevati in Irlanda (11,2), Cipro (11,1), Francia e Svezia (10,9). I più bassi in Italia (6,8), Spagna (7,2) e Grecia (7.9).
Contemporaneamente sono aumentati i morti. Dai 4,2 milioni del siamo passati  ai 5,2 milioni del 2020. C’è anche l’effetto Covid. In Spagna, Italia, Cipro e Polonia i decessi sono aumentati di oltre il 30% .
Il tasso di mortalità (numero di decessi per 1 000 persone) era di 9,9 nel 2001 è di 11,6 nel 2020. 

Il tasso di variazione naturale della popolazione ( saldo fra nati e morti)  era di +0,4 per 1 000 persone fino al 2011 ed è diventato negativo per  raggiungere -2,5 nel 2020.

Il tasso di fertilità ( numero di nati per donna) è di 1,50. La Francia ha quello più alto (1,83), seguita da Romania (1,80), Cechia (1,71), Danimarca (1,68) e Svezia (1,67). I tassi più bassi a Malta (1,13), Spagna (1,19) e Italia (1,24).

L’età media delle donne alla nascita del primo figlio è salita a 29,5 anni.C’è stato un aumento generalizzato. Nel 2020 le prime madri più anziane sono in Italia (31,4 anni), Spagna (31,2), Lussemburgo (31,0), Irlanda (30,9) e Grecia (30,7). Le prime madri più giovani sono state osservate in Bulgaria (26,4 anni), Romania (27,1), Slovacchia (27,2), Lettonia (27,3) e Polonia (27,9).

La quota dei nati di madri over 40 anni sul totale è più che raddoppiata tra il 2001 e il 2020: dal 2,4% nel 2001 al 5,5% nel 2020. 

Si prevede che con queste tendenze nel 2030 nella UE ci saranno 449,1 milioni di abitanti, oggi sono 447,2. Nel 2080 caleranno a 419,2 milioni. 

In Italia nel 2030 torneremo sui 60 milioni di abitanti, ma nel 2080 caleremo a 53,7 milioni.

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