I vent’anni della veronese Soalaghi, “sentinella” degli appalti pubblici: verifica le certificazioni di chi partecipa alle gare

La veronese Soalaghi SpA festeggia vent’anni di attività, un traguardo significativo per l’azienda che conferisce alle imprese la certificazione obbligatoria per partecipare a gare d’appalto per l’esecuzione di lavori pubblici per importi superiori a 150 mila euro. Soalaghi è oggi una delle 15 Società Organismi di Attestazione italiani (dal 2000 ne sono state autorizzate 75), l’unica veronese. Si tratta di aziende di diritto privato autorizzate a operare dall’ANAC (l’Autorità Nazionale Anti Corruzione), che controllano con verifiche incrociate la documentazione dell’impresa installatrice. La società scaligera è stata fondata nel 2001, un anno dopo l’entrata in vigore del regolamento che istituisce il sistema di qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici: l’attestazione Soa nasce infatti al posto dell’Albo nazionale dei costruttori.

“Pur non perdendo la propria impronta, Soalaghi negli anni ha avuto una continua evoluzione, anche per adeguarsi alla normativa sempre più stringente e alle meticolose verifiche da eseguire“, spiega Veronica Severi, presidente della società. “Anche se è una società di diritto privato, allo stesso tempo ha funzioni pubbliche sul territorio legate all’attività che svolge: riscontrare la bontà, veridicità e correttezza di tutti i documenti che l’impresa utilizza ai fini della dimostrazione dei requisiti utili alla propria qualificazione. Siamo abituati a prestare la massima attenzione alle richieste della clientela e allo stesso tempo siamo veloci nel fornire le risposte per rispettare le scadenze previste dalla legge”.

Veronica Severi, presidente di Soalaghi

Dal 2014 l’azienda è digitalizzata e all’avanguardia nei supporti informatici utilizzati nei processi. Oggi può contare su una squadra di 21 persone, con un’età media di 40 anni di cui l’80% è laureato e nella stessa percentuale è composto da donne. Dal punto di vista economico, l’azienda conta di chiudere il 2021 con un fatturato di oltre 2,7 milioni di euro, +50% rispetto al 2017 e +3,84% sul 2019. Nel 2020, anno della pandemia, il fatturato ha tenuto, anche se in leggera flessione. La clientela è in crescita con un migliaio di imprese attive soprattutto in Veneto (oltre il 40% delle imprese veronesi obbligate alla Soa è certificato Soalaghi) e in Emilia-Romagna, con un incremento medio annuo del 6% nell’ultimo decennio.

“Le prospettive del settore dei contratti pubblici sono in crescita per i prossimi cinque-sei anni. Ci attendiamo quindi un buon andamento delle attività”, aggiunge Veronica Severi. “Peraltro l’attestazione Soa garantisce al committente di affidarsi ad imprese solide e qualificate. Si potrebbe quindi valutare anche di estenderla alle aziende che si occupano di lavori nel settore privato, in particolare per quelli che beneficiano dei recenti bonus governativi, cioè di denaro pubblico”.

Secondo il rapporto dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, nel primo quadrimestre del 2021 sono stati affidati oltre 69 miliardi di contratti pubblici di lavori, forniture e servizi per 65 mila procedure di importo superiore a 40 milioni di euro. Rispetto al primo quadrimestre dell’anno scorso c’è una crescita per tutte le fasce d’importo. In dettaglio, gli appalti pubblici di valore tra 150 mila euro e 1 milione (per cui è necessaria la SOA), è stato di 17.738, +17,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. L’importo complessivo è stato di 5,5 miliardi, +20,1% rispetto al 2020. Nella fascia 1-5 milioni i contratti di appalto sono stati 4.370, +38,6% rispetto all’anno prima, per un importo di quasi 9,3 miliardi, +37,4% sul 2020.

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