Il rincaro dell’energia ripropone all’Italia l’opzione nucleare

Il costo dell’energia in Italia è diventato insostenibile. Peserà sul sistema industriale 30/40 mld, come una manovra finanziaria. Il costo dell’energia per le imprese nel 2019 è stato di 8 mld, nel 2021 di 20 mld. Per il 2022  dovrebbe aggirasi attorno ai 37 miliardi. Sono  molte le imprese che hanno deciso di fermare la produzione nonostante gli ordini. Ai costi importi dall’aumento dei prezzi di elettricità e gas non conviene produrre. Un vero dramma.

Il costo del gas naturale usato per produrre elettricità nel 2021 è aumentato del 600%. Noi lo compriamo all’estero, anche se lo abbiamo sotto i piedi, in Val Padana e nell’Adriatico. Ma non lo estraiamo per via della subsidenza, il fenomeno geologico che produce l’abbassamento della terra a causa dell’estrazione di gas dal sottosuolo. In Basilicata c’è addirittura il petrolio! Ma noi dipendiamo dall’estero e continuiamo a comprare energia. E la dipendenza energetica con i costi che comporta adesso si fa sentire pesantemente sull’economia mettendo in crisi interi settori produttivi.

E’ la conseguenza di una scelta politica. Quella di non avere delle centrali nucleari come invece hanno quasi tutti i paesi europei. Scelta che si è basata anche su ben due referendum (1987 e 2011) in cui gli italiani si sono espressi contro il nucleare, soprattutto per paura di possibili incidenti. Quello che era accaduto a Chernobyl aveva pesato moltissimo. Peccato che l’Italia sia circondata da centrali nucleari. Come si vede dalla mappa ce ne sono diverse a poche centinaia di chilometri dai nostri confini. Se rischio c’è, c’è anche per le centrali che producono energia nucleare in Francia, Svizzera, Germania, Slovenia. Non sarete il caso di rivedere quella scelta?

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